PistoiaSport vi accompagna alla scoperta della decima edizione di “Pistoia – Dialoghi sull’uomo”: brevi annotazioni a margine degli incontri a cura di Leonardo Agostini
Giorno 1 – Venerdì 24 maggio
Michele Serra – “L’amaca di domani”. Considerazioni in pubblico alla presenza di una mucca (teatro Manzoni, ore 21:15)
Un’indagine profonda ed autoironica sui risultati di un’esistenza, di un’occupazione: un’opinione al giorno come sfida verso se stessi e verso il mondo naturale, silente e forse per questo superiore.
La mucca domina la scena e ci osserva con occhi vitrei, incomunicabili: l’assenza di pensiero dell’animale ci affascina, ci lusinga, perché sinonimo di serenità.
Il sapiens si guarda dentro, esplorando il corpo e lo spirito: la conoscenza è un fardello pesante da portare, ingombrante, eppure è ciò che ci definisce come uomini.
Un’opinione al giorno è una briciola di pane a formare il sentiero della Storia. Per questo l’uomo parla ed esprime opinioni.
Giorno 2 – Sabato 25 maggio
Telmo Pievani – Convivere con l’imperfezione. La storia umana tra scienza e filosofia (piazza del Duomo, ore 12)
L’imperfezione come motore della Natura e della Storia: niente nel corso degli ultimi milioni di anni è stato più decisivo dell’imperfezione nel definire il mondo e i suoi abitanti.
Errori e imperfezioni ci hanno permesso di progredire, trasformando il pesce in homo sapiens, il dinosauro in uccello. Errori e imperfezioni hanno condannato all’estinzione tutte le specie che oggi non esistono più.
La certezza di non essere al centro del mondo, quanto piuttosto comprimari nella periferia del mondo. Un quadro complesso ed imprevedibile, disarmante e rasserenante allo stesso tempo.
Giorno 3 – Domenica 26 maggio
Stefano Allievi – Convivere: una questione (anche) di religione? (teatro Bolognini, ore 11:30)
Viviamo una società sempre più multietnica e multiculturale, in cui la convivenza con l’altro non è più una possibilità ma una realtà di tutti i giorni: quale può essere il ruolo della religione in tutto questo?
La fine del secolo breve – coincisa con la caduta del muro di Berlino e la scomparsa dei grandi blocchi ideologici del novecento – ha generato fondamentalisti, ideologici e religiosi.
Il dialogo con l’altro è una necessità del nostro tempo: soltanto il confronto e l’inclusione reciproca possono scongiurare lo scontro ideologico e la scomparsa delle minoranze culturali.
Adriano Prosperi – Alle origini del mondo attuale: incontri e scontri di culture nell’età della “prima globalizzazione” (teatro Manzoni, ore 17)
Agli albori dell’età moderna, la scoperta di nuovi mondi e di nuovi popoli non toccati dal verbo di Dio: un incontro-scontro che ha lacerato nel profondo la mentalità europea, aprendo la strada a nuove espressioni del pensiero, scientifiche e religiose.
Una rivoluzione teologica che ha colto impreparata la Chiesa cattolica, costringendola ad elaborare nuove forme di controllo ed organizzazione interna, definite nella Controriforma. Un ordine su tutti al centro di questo movimento: i gesuiti.
Una predicazione riflessiva, intellettuale, che ha portato l’ordine ai confini del mondo, in quell’Oriente estremo oggetto dei desideri dell’Occidente sin dai tempi di Alessandro.
Un dialogo profondo e senza precedenti tra due mondi lontani, fino ad allora pressoché sconosciuti, ben delineato negli scritti del gesuita Matteo Ricci.



