Michele Carrea ha firmato un biennale con il Pistoia Basket. «Non ho mai avuto dubbi, è la piazza giusta – ha detto nel suo primo giorno da biancorosso -. Il primo obiettivo? Pistoia deve vivere con gioia il basket»
Presentato da ChiantiBanca – che sarà al fianco della società per un’altra stagione – il nuovo allenatore della OriOra Pistoia Basket. Non è un segreto che a firmare sia stato Michele Carrea, coach giovane, 37enne, ma non per questo emergente visto che in A2 ha già avuto modo di mettere in mostra le le proprie qualità e fare esperienza. La Serie A è la sua nuova sfida, Pistoia la piazza giusta per chi fa di “sacrificio” e “lavoro” le parole cardine della propria filosofia. Negli anni recenti in via Fermi si sono consacrati nel massimo palcoscenico italiano coach come Moretti ed Esposito, chissà che Carrea non abbia pensato proprio a loro nel momento della stretta di mano con il presidente Capecchi.
Ritrova Marco Sambugaro, che non ha mai fatto mistero della volontà di proseguire il rapporto con il tecnico milanese, nemmeno nel giorno della sua presentazione ufficiale. E allora l’asse panchina-scrivania che tanto bene ha fatto a Biella si sposta a Pistoia, alzando l’asticella della difficoltà. Come andrà non possiamo saperlo, il momento, però, è propizio al cambiamento radicale perché alla piazza servono nuove motivazione dopo un’annata negativa e poi perché è bene approffitare del fatto che sarà un campionato molto diverso dal precedente con (a oggi) 18 squadre, due retrocessioni e (si spera) un più attento controllo del lato fiscale ed economico.
«Non è un gestore, cercavo un profilo giovane, determinato, competente, un uomo di palestra a cui piace passare tante ore con i giocatori» lo introduce Sambugaro e ha già detto molto. «È un piacere essere qui» sono invece le prime parole da biancorosso di coach Carrea. «Ho tanto lavoro da fare – prosegue – soprattutto nella prima fase. Non guarderò a dopo domani perché il mio mestiere è guardare all’oggi e costruire a piccoli passi qualcosa che abbia un senso e che dia energia alla gente che ama il basket in questa città. Non ho avuto dubbi: per me è un’opportunità importante, è la scelta giusta e la piazza giusta. Per me è un grande cambiamento, anche perché provengo da un ciclo tecnico di quattro anni, ma sono i giocatori che devono emozionarsi, non gli allenatori».
Adesso la priorità sarà comporre lo staff tecnico e in questo senso saranno fatti colloqui sia con chi è già a Pistoia sia con i collaboratori di Biella. «Comporre il mio staff – precisa lui – per poi lavorare più velocemente sulla scelta dei giocatori. Io e Sambugaro abbiamo già lavorato insieme, abbiamo un metodo, ha funzionato e non lo modificheremo».
«Il mio obiettivo? Costruire un legame forte con la città. A Biella mi hanno fatto sentire amato e hanno vissuto con gioia il basket, il primo obiettivo è una Pistoia emozionata che va dietro alla squadra perché apprezza lo sforzo profuso». «Chi non ha paura di niente è uno sciocco o un folle – conclude – normale che sia così. La lotta salvezza? La retrocessione è un qualcosa che avverrà per qualcuno tra 11 mesi, adesso c’è da pensare a costruire una squadra performante e la migliore possibile, queste devono essere le preoccupazioni».



