Viene da Roma, con la quale ha conquistato la promozione in Serie A e cerca la consacrazione ad alto livello che per diversi motivi ancora non è avvenuta. Questo è Aristide Landi
Aristide Landi è uno di quei talenti evidenti, che però un po’ si perdono per strada, mancando l’appuntamento e i palcoscenici ai quali sembravano destinati. Originario di Potenza, 25 anni compiuti, a Pistoia potrebbe avere quella chance di brillare ad alti livelli che fino ad oggi non ha mai veramente avuto.
NEL NOME DEL PADRE
La pallacanestro è sempre stata nel suo destino, anzi nel suo DNA. Già, perché il papà era un discreto giocatore e sin da quando è nato Aristide ha visto e vissuto tanti palazzetti. A basket il nuovo lungo di Pistoia ha iniziato a giocare a 4 anni e lo ha fatto a Potenza fino ai 13 anni. A vegliare su di lui fino a quel momento ci ha pensato il papà Edmondo, un nome leggendario nel basket del Sud Italia, dove ha giocato fino ai 41 anni, segnando più di 10000 punti e giocando più di 600 partite. Una carriera, quella del papà Edmondo, sviluppatasi senza mai fare il grande passo in A, impeditogli dalla famiglia e in particolare da sua mamma (la nonna di Aristide), anche quando alla sua porta bussò Elio Pentassuglia per portarlo a Rieti nella squadra che aveva campioni del calibro di Sojourner, Zampolini e Brunamonti. E il legame con il padre per Aristide è rimasto qualcosa di indissolubile e anche dopo la morte prematura di Edmondo a 45 anni. Non è infatti un caso che il giocatore potentino abbia deciso di lasciare la sua terra e di tentare il grande salto proprio dopo la morte del padre, quasi a compiere simbolicamente quel passo che è mancato nella lunghissima carriera di Edmondo.
Così ecco l’arrivo a Bologna, sponda Virtus, dove gioca nelle giovanili e sotto gli occhi attenti di Consolini e Sanguettolli cresce e si migliora. Il ragazzo ha dei numeri e infatti a livello giovanile domina, trascinando le Vu Nere a due titoli giovani under 19 consecutivi, nel 2012 e nel 2013, venendo eletto in entrambi i tornei MVP delle finali. Un predestinato, che però ha alle spalle appena 18 partite in Serie A messe insieme in due stagioni da giovanissimo (2012/13 – 2013/14) con la Virtus e una carriera solida in A2, intervallata da costanti infortuni che ne hanno frenato la crescita.
TRIPLE E CROCIATI
Le prime esperienze importanti Landi le ha fatte come prestito della Virtus che lo ha girato alla Fortitudo, in B, per il campionato 2014/15 e poi a Mantova, in A2 ( 28 gare, 21,2’, 8,6 punti, 1 assist e 3,5 rimbalzi). Poi il passaggio a titolo definitivo a Trieste, sempre in A2, dove con i biancorossi ha messo insieme 29 gare a 19,4’ di media, condite da 7,8 punti, 0,6 assist e 4 rimbalzi). La consacrazione al piano di sotto è arrivata nell’ultimo triennio, tutto vissuto con la casacca della Virtus Roma, dove prima ha iniziato come importante risorsa dalla panchine e poi da titolare nelle ultime due annate. Nella stagione appena conclusa ha messo insieme 27 presenze segnando 12 punti con 1,6 assist e 7,5 rimbalzi e quasi il 40% da tre punti (1,7/4,2 tentativi) in 28,4’ di media. In carriera Landi poi ha anche vestito a più riprese l’azzurro della nazionale. È stato il miglior giocatore dell’under 16 agli Europei di categoria del 2010 e nel 2013 ha vinto la medaglia d’oro all’Europeo di categoria under 20 da fuori età. A maggio del 2019 ha anche partecipato con la Nazionale 3×3 alle qualificazioni per il Mondiale di categoria, perdendo con l’Australia lo spareggio per accedere alle semifinali.
La sua carriera però è stata costantemente falcidiata dagli infortuni: a dicembre 2013 iniziano i guai al ginocchio destro e continuano nel 2016 quando Aristide si infortuna al menisco destro nella gara Trieste-Treviso, con l’articolazione poi operata in artroscopia. Durante l’avventura romana anche un operazione al setto nasale, fratturatosi dopo un contatto di gioco, senza contare i guai muscolari che periodicamente lo obbligano a brevi stop.
UN LUNGO ATIPICO
Classe ’94, alto 203 centimetri per 107 kg, Aristide Landi è una promessa che Pistoia, nei prossimi due anni, spera finalmente di far diventare realtà. Dopo buone stagioni in A2 frenate a più riprese da problemi fisici, adesso il giocatore potentino ha la sua prima vera chance nella massima serie. Lungo con una doppia dimensione, dotato di un tiro discreto dall’arco dei 6,75, in A può essere una valida alternativa sia come quattro che come cinque. Giocatore che ama principalmente attaccare fronte a canestro, dovrebbe però avere diversi minuti da quattro tattico, con il compito di aprire il campo, anche se difensivamente potrebbe pagare il fisico imponente contro le tante ali grandi leggere e dinamiche presenti negli ultimi campionati di Serie A.
Pistoia scegliendolo ha fatto una mossa che per certi versi assomiglia molto a quella fatta lo scorso anno da Brindisi con Riccardo Moraschini. Il ds Sambugaro ha portato al PalaFermi un ragazzo di talento che però non è mai riuscito ad esprimersi compiutamente e continuativamente. Il fatto di aver scelto di rinunciare ad un ruolo di grande protagonista al piano di sotto e probabilmente anche a un ingaggio migliore per giocare in Serie A va assolutamente a suo favore. Con le giuste motivazioni e con il lavoro certosino di Carrea può esplodere e il fatto di partire dalla panchina con meno minuti e responsabilità può essere un fattore decisivo per farlo rendere al meglio anche a questi livelli. A Pistoia arriverà con la sua bella famiglia composta dalla compagna Claudia, dal loro labrador Marley soprattutto il piccolo Edmondo, il figlio nato lo scorso anno e che porta il nome di chi da sempre rappresenta il più grande mito per Aristide nel mondo della palla a spicchi.



