La Com.Te.C. ha segnalato sei squadre su diciotto non in regola: avranno tempo fino all’11 luglio per sistemare le cose pena l’esclusione. Avellino l’unica situazione critica
AGGIORNAMENTO DEL 2 LUGLIO
Questa mattina La Gazzetta dello Sport è uscita in edicola con un articolo che indicava tra le osservate speciali dalla Com.Te.C., oltre alla già nota Avellino, anche Varese, Brescia e Cantù. Due delle lombarde però si sono affrettate a smentire in giornata con i propri uffici stampa. “La società -si legge nella nota della Leonessa- conferma di aver adempiuto nei tempi dovuti all’invio delle integrazioni documentarie previste dalla procedura federale, senza che questo possa creare un problema o un pregiudizio in merito all’iscrizione al campionato di Serie A di basket 2019-2020”.
Anche l’Openjobmetis ha chiarito così la sua posizione, usando queste parole: “Pallacanestro Varese comunica di aver completamente ottemperato alle richieste relative al raggiungimento dei parametri di bilancio al 31 marzo 2019 richiesti dalla Com.Te.C. per l’ammissione al campionato 2019-2020. Varese nel Cuore ed il resto della proprietà del Club, nel corso dell’assemblea straordinaria tenutasi mercoledì 26 giugno 2019, ha approvato ed effettuato un versamento di € 104.000 necessario alla ricapitalizzazione. Pallacanestro Varese, pertanto, sarà regolarmente ai nastri di partenza del prossimo campionato di Serie A”.
In queste ore è uscito anche il nome della Fortitudo Bologna, tirata in ballo dal sito pianetabasket.com, il quale ha spiegato però come gli appunti mossi dalla Com.Te.C. riguardassero solo un adempimento burocratico mancante per il passaggio formale dalla A2 alla massima serie. Di tutta la questione, oltre alla situazione estremamente complicata di Avellino, l’unica certezza è che tante società si sono affrettate a chiarire le proprie posizione e a smarcarsi da eventuali insinuazioni. A dimostrazione che il tema è assai delicato e che sono sempre meno le società tranquille e con i propri conti sempre sotto controllo.
Intanto, la Legabasket ha pubblicato una nota in merito alla vicenda. “Con riferimento alle notizie pubblicate su vari organi di informazione che interessano gli adempimenti richiesti dalla Lega Basket e dalla Com.Tec ai fini dell’ammissione al prossimo campionato di Serie A, il Presidente della LBA Egidio Bianchi ritiene opportuno precisare che, come avvenuto anche negli anni precedenti, le attività di verifica esercitate dagli Organi preposti rientrano nelle normali procedure di controllo previste dalle normative vigenti. Considerato – continua il comunicato – che le varie fasi di tale iter procedurale si concluderanno solo nel corso delle prossime settimane, le notizie diffuse in questi giorni su presunte e, allo stato, del tutto ipotetiche cause di non ammissione che sembrano interessare Club di Serie A, rischiano di creare difficoltà ai Club stessi, impegnati a completare gli adempimenti amministrativi richiesti e a costruire l’organico per la prossima stagione sportiva”.
PISTOIA AL SICURO
Trema la Serie A di basket. Secondo quello che emerge dai controlli Com.Te.C. dei giorni scorsi sarebbero sei su diciotto le società di Serie A non in regola per l’organo di controllo che ha inviato la segnalazione alla Lega, oltre che alle stesse squadre finite sotto la lente d’ingrandimento.
Niente di irreparabile, almeno per la maggior parte di esse, con la buona notizia che il Pistoia Basket è tra quelle in regola e dunque fuori dall’elenco di quelle a rischio iscrizione. Una gratificante soddisfazione per la dirigenza biancorossa, che dal canto suo ha già provveduto a presentare regolare domanda di iscrizione al campionato e potrà continuare a lavorare tranquilla sull’allestimento della rosa senza ammattire nei prossimi giorni tra scartoffie e bilanci. La questione resta comunque delicata e certifica lo stato di salute per niente buono del basket italiano, inoltre c’è la concreta possibilità che più di una società non riesca a sistemare le cose in così breve tempo, con la conseguenza di uno stravolgimento della fisionomia della massima serie. Per capire come evolverà questa situazione per fortuna non ci sarà molto da aspettare, dato che in due settimane si arriverà alla resa dei conti.
Le sei squadre non in regola con i parametri, i cui nomi non sono stati resi noti se non quello di Avellino, avranno tempo fino all’11 luglio per aggiustare le cose. Il giorno seguente infatti la Com.Te.C. presenterà alla FIP la situazione economica di tutti i club e il Consiglio Federale in programma per il prossimo 16 luglio prenderà atto delle comunicazioni, verificherà le richieste di iscrizione e pi annuncerà le partecipanti alla prossima Serie A. Il tutto senza scappatoie: chi non sarà in regola starà fuori e non verranno fatti ripescaggi, accelerando così un eventuale ritorno ad una massima serie a 16 squadre, obiettivo mai celato nei mesi scorsi dalla Federazione per bocca del suo Presidente Petrucci.
La più a rischio di tutte è certamente Avellino, che potrebbe essere anche messa in vendita dal patron De Cesare per provare a salvare la situazione che diventa sempre più complicata con il passare delle ore. Il numero uno dei biancoverdi infatti deve risolvere i guai della sua azienda, la Sidigas, per cui la Procura di Avellino ha chiesto il fallimento, con la questione che verrà discussa il prossimo 12 luglio presso il tribunale di Avellino. La squadra di basket irpina dal canto suo deve fronteggiare anche una pesante esposizione con l’erario e dunque, per provare a salvare la lunga storia della società ed evitare esclusioni, al momento la dirigenza biancoverde sta valutando tutte le ipotesi, compresa quella di una clamorosa ma in parte salvifica autoretrocessione, non tanto in A2 quanto addirittura in Serie B.



