Angus Brandt, tutto quello che c’è da sapere sul primo australiano del Pistoia Basket

High school e college in America per Angus Brandt, che arriva a Pistoia con solo 8 gettoni europei. Plurilaureato e instancabile: attualmente è impegnato con i cinesi del Wuhan nei playoff

Il primo australiano della storia del Pistoia Basket è Angus Brandt. Un piccolo, curioso record, che però rende già speciale il nuovo centro biancorosso, conferendogli un posto tutto suo nella storia del club pistoiese. Classe ’89, 208 centimetri per 110 chilogrammi, quello europeo sarà il quarto continente toccato negli ultimi tre mesi, a dimostrazione di come questo ragazzo dal fisico imponente abbia deciso di passare l’estate con la valigia in mano. Del resto i suoi viaggi lontani da Sydney sono iniziati ben presto, dato che la sua carriera di giocatore di basket è passata dagli Stati Uniti, come a molti altri giocatori capita sempre più frequentemente. 

IL BIS NELL’ULTIMO ANNO DI COLLEGE

Brandt ha iniziato a giocare a basket in Oceania, salvo poi finire gli anni di High School negli USA, alla Lake Forest Academy in Lousiana. Negli States ha passato anche gli anni del college, giocando per i Beavers di Oregon States University, squadra di Division I che compete nella prestigiosa Pacific-12 Conference. Tutto a posto per i primi tre anni, durante i quali il gioco e le capacità di Brandt si sono evoluti, migliorando costantemente, tanto da diventare il leader della sua squadra in campo e fuori. I numeri sono buoni, tanto che qualche scout NBA inizia a prendere informazioni su di lui, in prospettiva Draft. La squadra ha del talento, lui è il faro, in caso di stagione positiva e di qualificazione al Torneo NCAA ci sono possibilità di una chiamata al Draft per Brandt.

Solo che la sfortuna ci mette lo zampino e la stagione da senior del lungo australiano, quella 2012-13, dura solamente cinque partite. Il 16 novembre 2012, nella partita tra Purdue e Oregon States University al Madison Square Graden di New York, Brandt si è infortunato al legamento crociato anteriore del ginocchio destro. Stagione finita per lui e tempi lunghi per tornare. L’NCAA, vista la situazione, gli ha permesso comunque di giocare un anno in più. Per tornare a giocare una partita ufficiale il uovo pivot australiano dell’OriOra ha avuto bisogno di 359 giorni, rimanendo praticamente un anno fermo ai box. Nella sua ultima stagione collegiale, il campionato (2013-14), il centro australiano ha viaggiato a 12,6 punti, 3,9 rimbalzi e 1,5 assist a partita in 25,4′ di impiego medio, tirando con il 52% dal campo e con il 37% da tre punti. Nel frattempo anche una laurea in “exercise sport science” e una in psicologia. 

IL RITORNO IN PATRIA

Poi il ritorno in patria, per giocare in NBL, la massima serie australiana, indossando per due stagioni la canotta dei Sydney Kings, vincendo anche il titolo di rookie dell’anno nel 2015. Poi anche una veloce apparizione in Europa: 8 partite in Lituania con il Neptunas Klaipeda. Non solo basket, perché Brandt ha continuato a formarsi con iniziando gli studi per specializzarsi in fisioterapia, così da garantirsi un futuro anche dopo il basket giocato. Nel 2016 passa ai Perth Wildcats, franchigia con cui ha vinto anche due titoli nazionali. Oltre a questo, a campionato australiano fermo, anche fugaci apparizioni in Nuova Zelanda con la maglia degli Hawke’s Bay Hawks. Con i Perth Wilcats nell’ultima stagione Brandt ha viaggiato a 8 punti e 5,4 rimbalzi di media in 20 minuti di utilizzo. Numeri ben più ricchi in Nuova Zelanda, dove segnava 20,5 punti e 14,5 rimbalzi di media in 32,6′. 

ESTATE CINESE

Medie extralarge le sta facendo registrare anche in questi giorni nel campionato estivo cinese, la NBL. Prima di trasferirsi in Asia però Brandt ha fatto in tempo a ritornare per un brevissimo periodo negli States, dove ha sostenuto allenamenti con con i Sacramento Kings e un mini camp con i Dallas Mavericks. Poi, appunto, l’approdo nel campionato cinese con la maglia del Wuhan. Dal suo arrivo, lo scorso 7 luglio, ha messon insieme cinque partite di stagione regolare, con numeri davvero clamorosi: 18 punti e 12 rimbalzi nella prima gara, 32 punti e 27 rimbalzi nella seconda, 13 punti e 15 rimbalzi nella terza, 14 punti e 16 rimbalzi nella quarta e 27 punti e 17 rimbalzi nell’ultima di regular season. Proprio questa partita merita un riferimento particolare: il Wuhan ha battuto l’Hefei 125-109, qualificandosi all’ultimo tuffo per i playoff. In campo Brandt ha fatto faville segnando 27 punti e catturando 17 rimbalzi contro una vecchia conoscenza di Pistoia, ovvero Antonio Campbell, il lungo che lo scorso anno rifiutò all’ultimo l’Italia quando l’accordo con i biancorossi era già fatto e mancava solo la sua firma sul contratto. In gara-1 degli ottavi il Wuhan ha perso contro la capolista di regular season, il Guangxi. Nonostante il ko l’australiano è stato il migliore dei suoi con 29 punti e 22 rimbalzi in 48 minuti di gioco. La sua avventura però non finisce qui, dato che Brandt avrà anche gara-2 per provare ad allungare la serie.

UN GIGANTE DA INNESCARE

L’italia e Pistoia da metà agosto in poi scopriranno il gigante australiano dal sorriso contagioso. Brandt è  un giocatore di fisico, ma dotato anche di buona tecnica e con una una discreta mobilità per il ruolo che ricopre. Abilissimo nel portare blocchi granitici e nel liberarsi sulle linee di passaggio, compensa i limiti nel crearsi tiri da solo con la capacità di essere un ottimo finalizzatore se innescato nel pitturato da passaggi vincenti degli esterni. Sicuramente porterà in dote all’OriOra una presenza a rimbalzo continua, su entrambi i lati del campo. Spetterà poi a coach Michele Carrea e ai suoi compagni valorizzarlo al meglio, assecondando le sue caratteristiche tecniche.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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