Difficile aspettarsi la vittoria in una manifestazione delicata come la Giostra dell’Orso, soprattutto con queste regole. In casa Leon d’Oro, però, c’erano buone sensazioni nonostante le difficoltà
Il Leon d’Oro ha vinto la Giostra dell’Orso 2019, la sua seconda in tre anni, facendo doppietta anche nel premio individuale, quello Speron d’Oro andato a Simone Gianni.
«Non mi aspettavo la vittoria – ha confidato a fine Giostra un emozionato presidente Roberto Frosini – ma ero consapevole che avevamo fatto tutto ciò che era possibile per fare un bel risultato. I cavalieri erano forti, erano precisi e qualcosa di buono doveva venire fuori. È una vittoria che dedico a tutta porta S. Marco perché ne ha bisogno. È la vittoria della consacrazione, ci dà qualcosa in più rispetto al passato».
«Nella “nuova” Giostra siamo competitivi – prosegue – visto che in tre anni ne abbiamo vinte e anche due Speron d’oro. Sono felicissimo ma voglio ricordare che lavorare senza sede come abbiamo fatto noi non è stato semplice».
«La vittoria della Giostra non ce l’aspettavamo – gli fa eco Simone Gianni – però qualcosa di buono sentivamo, anche perché, spesso, è da situazioni difficili nasce qualcosa di bello. Questa vittoria è particolare perché nonostante le mille problematiche siamo stati uniti e abbiamo dato tutto»
«Avrei piacere di trovare qualcuno che mi sostituisce – commenta lo Speron d’Oro – ma non pensate che lasci la Giostra perché mi dà sempre emozioni fortissime. Era la mia 26esima giostra, ho fatto la gavetta vera per arrivare qui e vorrei che qualche ragazzo riuscisse a fare un percorso del genere. La dedica? Ho vinto due Speroni negli ultimi due anni e li dedico ai miei genitori».



