Isaiah Steward e Washington University, una piacevole scoperta

Washington University ha impressionato al PalaCarrara. Diversi i ragazzi con speranze di Nba: Su tutti ecco Isaiah Steward, autore di una prova da 23 punti e 9 rimbalzi

Che bravi questi ragazzi della Washington University. La frase, sommessamente, l’hanno pronunciata in molti domenica sera al PalaCarrara durante il Trofeo Bertolazzi. Di sicuro è stata detta da tutti quelli che sono arrivati al palazzetto convinti di trovarsi davanti la solita squadretta collegiale su cui, come successo in anni passati, Pistoia avrebbe passeggiato. Così non è stato, in primis per la situazione dell’OriOra che, come ha spiegato anche coach Michele Carrea in conferenza stampa, si è presentata alla partita non certo pronta per giocare una gara del genere, avendo lavorato solo per mettere benzina nelle gambe e priva di alcuni elementi chiave (Brandt e Petteway) oltre che con altri giocatori come Salumu e Johnson gettati nella mischia a poco più di 24 ore dal loro arrivo a Pistoia.

I meriti però vanno riconosciuti anche agli avversari che si sono dimostrati gran valore. Freschezza, idee e anche una difesa a zona non proprio scontata a questi livelli e in questi periodi dell’anno. Su tutti poi ha impressionato Isaiah Steward, il lungo con la maglia numero 33 che ha chiuso il Trofeo Bertolazzi con 23 punti segnati e 9 rimbalzi catturati, facendo il bello e cattivo tempo nel pitturato. Ai più il nome non dirà molto, ma a chi segue l’NBA invece potrebbe già far scattare la scintilla, dato che sarà con ogni probabilità uno dei nomi più interessanti del Draft del 2020. Del resto al PalaCarrara ero presenti anche scout di Clippers e Pelicans per vederlo in azione dal vivo nelle sue prime uscite con la canotta degli Huskies. Il ragazzone ha solo 18 anni, compiuti a maggio, ma di lui negli States si parla da tempo. Alla La Lumiere High School in Indiana ha dominato, dimostrando di essere un giocatore da doppia doppia fissa e soprattutto uno dei migliori rimbalzisti offensivi tra i suoi coetanei. Steward ha scelto il programma di Washington University e coach Mike Hopkins preferendo questa destinazione ad atenei del calibro di Duke, Kentucky, Michigan State e Syracuse. Il lungo del college di Seattle è un prospetto a cinque stelle, per intendersi un giocatore in grado di fare la differenza al college e dal sicuro avvenire in NBA. Non l’unico con tali prospettive a Washington University, dato che anche Jaden Mc Daniels ha lo stesso status e lui, per motivi personali, ha rinunciato a seguire la squadra in questo tour italiano. Con il gruppo non c’erano nemmeno Quade Green, arrivato in estate da Kentucky, così come J’Raan Brooks da USC, entrambi ancora in attesa di essere utilizzabili dopo il passaggio di ateneo. Al PalaCarrara si sono visti comunque altri giocatori di grande prospettiva come Rae Battle (quattro stelle) e Marcus Tsohonis (tre stelle), che tra tre o quattro anni, se riusciranno a mantenere le aspettative, avranno posto in palcoscenici importanti, oltre al Junior oroviola Nahzian Carter autore di una doppia doppia da 17 punti e 10 rimbalzi.

Al PalaCarrara la squadra di college americano ha impressionato anche per mezzi: una panchina lunghissima, uno staff nutrito al fianco di coach Hopkins e soprattutto un organizzazione da fare invidia a tanti. Al PalaCarrara infatti gli Huskies sono arrivati con uno staff tecnologico che ha trasmesso in diretta streaming la gara sul loro sito, oltre a realizzare foto e video con gli highlights della loro giornata pistoiese, senza dimenticare le magliette del loro ateneo regalate a tutti i giocatori biancorossi prima della palla a due iniziale. Attualmente Washington University è considerata tra le venti squadre più forti dell’NCAA e dopo aver vinto lo scorso anno la propria Conference, la PAC-12, punta al bis in questa stagione. Isaiah Steward al momento è tra le primissime scelte del prossimo Draft NBA, la sua posizione attuale di chiamata è la numero tre e verosimilmente non andrà sotto le prime venti. Insomma, la Pistoia ancora a livello embrionale di coach Michele Carrea si è schiantata contro una supernova e chissà che proprio al PalaCarrara non abbia mosso i primi passi da grande una futura stella del basket internazionale.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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