Trento e la rivoluzione estiva che strizza ancora l’occhio al talento

L’Aquila Trento dopo l’addio di coach Buscaglia ha scelto di puntare su Brienza in panchina, confermando il blocco degli italiani e la regia di Craft

Quest’estate a Trento c’è stata una rivoluzione epocale. Non potrebbe essere definita diversamente la partenza di coach Maurizio Buscaglia dopo nove anni consecutivi in Trentino durante i quali ha portato la squadra dalla A Dilettanti a all’Eurocup, passando attraverso due finali scudetto.

Per ripartire il direttore sportivo Salvatore Trainotti ha deciso di investire su Nicola Brienza, allenatore canturino che dopo tanti di gavetta lo scorso anno è stato promosso sulla panchina della squadra della sua città dopo l’addio del patron Gerasimenko, gestendo con polso e risultati un gruppo esplosivo ma ricco di talento.

Il roster trentino invece non è stato stravolto. Confermato il blocco degli italiani formato da Forray, Pascolo, Mian, Mezzanotte e Lechthaler. Insieme a loro è rimasto anche la mente della squadra, il playmaker americano Aaron Craft. Il quintetto poi è stato completato con due giocatori di grande impatto in A come la guardia James Balckmon, fromboliere dello scorso campionato con Pesaro, e il pivot Justin Knox, nella passata stagione centro di Trieste. I volti nuovi sono quelli delle ali statunitense George King e Rashard Kelly.

IL QUINTETTO. Il playmaker titolare è Aaron Craft, alla terza stagione con la maglia dell’Aquila, la seconda consecutiva. Lo scorso anno è arrivato in corsa, dopo poche giornate, cambiando completamente la stagione dei bianconeri che con il loro leader in campo hanno ripreso a vincere. Per lui, in 30 gare, 11,9 punti, 4,2 assist, e 4,9 rimbalzi in 29,6’. La guardia titolare è James Blackmon, lo scorso anno uno dei protagonisti della salvezza di Pesaro dove in 30 gare ha viaggiato a 19,8 punti, 3,7 rimbalzi e 2 assist di media in 33,2’. L’ala piccola è il talentuoso George King, classe ’94, prodotto di Colorado University, alla prima avventura lontano dagli States. Lo scorso anno ha disputato la sua prima stagione da professionista, iniziata con la chiamata al draft NBA da parte di Phoenix (chiamata 29 del secondo giro). Con i Suns però ha giocato una sola partita, calcando il campo per poco meno di 6’. Poi il passaggio in G-League, ai Northern Arizona, con cui ha disputato 41 gare segnando 15,5 punti in 31,8’ di media. L’ala grande titolare invece è Rashard Kelly, altro volto nuovo della Serie A. Originario della Virginia, 201 centimetri per 103 chilogrammi, nel suo curriculum ci sono quattro annate collegiali a Wichita State. Poi, l’anno scorso, l’approdo in Russia, dove con la canotta dei Parma Perm ha giocato 26 gare segnando 11 punti e catturando 7,6 rimbalzi in 26,6’ di media. Il pivot invece è l’ex Trieste Justin Knox. Lungo dinamico, bravo a proteggere il ferro, nell’ultima Serie A ha viaggiato a 10,4 punti e 4,3 rimbalzi in 17,1′.

LA PANCHINA. Dalla panchina si alzano due leader carismatici come “Toto” Forray e “Dada” Pascolo. Il playmaker argentino, capitano dell’Aquila, è alla nona stagione in Trentino. Lo scorso anno è stato uno dei protagonisti con 35 gare tra campionato e playoff, disputate segnando 7,4 punti in 21,5’. Pascolo invece a Trento è tornato la passata annata, dopo due campionati anonimi a Milano. Frenato da diversi problemi fisici ha comunque collezionato 35 gare garantendo 6,4 punti e 4,2 rimbalzi ad allacciate di scarpe. La Dolomiti Energia ha anche l’ex Pistoia Fabio Mian che lo scorso anno garantiva 4,2 punti in 12,6’. Completano il roster il giovane Andrea Mezzanotte e il veterano di mille battaglie Luca Lechthaler.

L’ALLENATORE. La pesante eredità di Maurizio Buscaglia è finita nella mani di Nicola Brienza. Classe ’80, una vita passata a Cantù partendo come tecnico delle giovanili nel 1999 e arrivato nell’ultima stagione a prendere le redini della prima squadra. Con lui Cantù ha ottenuto 9 vittorie e 4 sconfitte, chiudendo al decimo posto. Nel passato campionato è stato promosso in corsa, stavolta partirà dall’inizio e dovrà subito confrontarsi con il doppio impegno di campionato ed Eurocup. Una sfida impegnativa, un test che se superato potrebbe lanciare definitivamente il coach trentanovenne tra i big della panchina in Italia.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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