Poche certezze e qualche sorpresa: la parabola del Pistoia Basket e della Serie A dopo le prime due giornate di campionato
Qualche sorpresa in quest’alba di campionato c’è stata. Brescia e la Fortitudo Bologna, ad esempio, procedendo a punteggio pieno come le più quotate Virtus e Sassari e l’evergreen Trento, lo sono di sicuro. Un due su due di prestigio perchè la nuova Leonessa del Diablo ha graffiato, strappando il vestito buono dell’Armani Milano mentre la Effe ha messo subito pressione alla fascia salvezza, facendo intuire che forse non c’entrerà nulla con la lotta per la sopravvivenza. Nessuna sorpresa, invece, è arrivata dal quartier generale OriOra: le prime due gare, al di là del risultato negativo, hanno dimostrato le difficoltà prevedibili della squadra di Carrea imbottita di matricole e reduce da un precampionato pieno di cerotti, a sintonizzarsi sulle sfide che contano.
Le gare contro Trento e Virtus Bologna, due avversari tutt’altro che facili, hanno poi confermato che in questo momento la squadra non riesce a far fronte ad un’assenza importante sottocanestro, reparto già costruito in via sperimentale con poca esperienza e pochi centimetri. «Una partenza in salita era da mettere in conto» ha detto con il consueto realismo Michele Carrea, prima della gara contro la milionaria Virtus. Che si è bevuta come un caffè (Segafredo si capisce) l’OriOra senza Brandt.
Insomma, nessuno si stupisce delle criticità emerse nelle prime due gare dove – va anche detto – quelle alternative all’assenza di Brandt ventilate dal tecnico, non si sono viste. Rimaste ingabbiate nell’atteggiamento non certo remissivo ma nemmeno aggressivo dell’OriOra contro il gioco ai limiti del lecito della nuova Virtus a immagine e somiglianza di un generale del basket balcanico come Sasha Djordjevic. La trasferta di Treviso e la prossima gara in casa contro la Virtus Roma diranno di più sul valore della squadra, sperando di vederla al completo, valuntando la necessità di tenere duro sulle molte scommesse fatte. Scommesse con alta dose di rischio, chiamate appunto a sorprendere per alzare il livello dell’OriOra: dai membri di una panchina che finora ha dato poco ad alcuni titolari chiamati a fare i protagonisti mentre fino all’anno scorso facevano i mestieranti.
Ampliando il discorso all’intero campionato, due giornate sono sicuramente poche per avere la risposta alla domanda che sta a cuore a tutti noi, baskettari incalliti reduci dall’ennesima estate con la bile messa a dura prova da un ciclo azzurro vincente ovunque fuorché in Nazionale. La domanda è semplice: basterà l’arrivo del Piccolo Carro del firmamento cestistico (Teodosis, Rodriguez, Scola e Ale Gentile) a rischiarare la notte del basket italiano? Ad alzare il livello di un campionato, imputato come “colpevole” della stagnazione del movimento, da cui sono scappati alcuni dei pochi italiani protagonisti delle ultime stagioni come Diego Flaccadori e Achille Polonara? Basterà un vate come Ettore Messina a scuotere i canestri italiani dal torpore? Naturalmente noi tutti speriamo che la risposta sia sì, sapendo che più sorprese ci saranno, più si alzerà il livello della sfida senza lasciare spaccare in due il campionato come successo l’anno scorso.



