Ritorno alla vittoria casalinga per la Pistoiese, trascinata dai gol di Falcone e Stijepovic. Ma non è tutto oro quello che luccica
Il risveglio il giorno successivo alla ritrovata vittoria della Pistoiese tra le mura amiche, che mancava ormai da sette mesi, ha un sapore indiscutibilmente dolce. Il 2-1, risultato con il quale è stato battuto l’Olbia, un avversario da sempre ostico e che nelle ultime due stagioni aveva ottenuto il bottino pieno, oltre a sfatare un tabù, quello delle vittorie al Melani che cominciava ad essere simile ad una macumba, ha gratificato gli sforzi che tutti i giocatori (nessuno escluso), hanno immesso per arrivare a questo sospirato traguardo. Peccato che al termine del match Pancaro non si sia presentato in sala stampa lasciando il palcoscenico e gli applausi ai suoi giocatori; anche lui, pur soffrendo in panchina, volendo fare intendere ai suoi, con un triplice e contemporaneo cambio di protagonisti in campo quando scoccava l’ora di gara di volere ottenere i tre punti in palio, si sarebbe meritato i complimenti dei giornalisti.
Proprio da un giocatore subentrato in corsa, Stijepovic, è arrivato il regalo più bello dopo una caparbia ed insistita azione, culminata da un cross al bacio sul secondo palo, effettuato dal giocatore che è stato indiscutibilmente il protagonista assoluto: Falcone, autore del rigore che ha sbloccato la gara, dell’azione sopra descritta del definitivo vantaggio, e spina nel fianco nella difesa gallurese per tutti i 96 minuti del match. Una prova che gli è valsa la palma del migliore in campo.
Tutto bene allora? No, purtroppo ci sono stati episodi che hanno, come dire, macchiato la gioia per la conquista di un’amica ritrovata. In primis l’infortunio capitato a Dametto che ha costretto il difensore arancione, fino a quel momento inappuntabile nei suoi interventi, ad abbandonare in barella il terreno di gioco per poi essere trasferito al San Jacopo per una ferita lacero contusa al sopracciglio sinistro, dopo un fortuito scontro aereo con Pitzalis. La forte, dura ed incessante contestazione dei tifosi della Pistoiese verso la società presieduta da Orazio Ferrari, figlia del tanto amore che i supporters orange hanno per quei colori e delle tante (troppe) delusioni che hanno dovuto masticare nel corso delle ultime travagliate stagioni – da condannare pesantemente, invece, le offese personali alla famiglia Ferrari, atteggiamenti che non sono mai giustificabili, verso chiunque. Tutto però si è sciolto in un unico ed altissimo boato di gioia nel momento in cui l’incerto direttore di gara, Zamagni di Cesena, ha decretato la fine del match. La classifica comincia a prendere una fisionomia ben delineata e più consone a quelle che sono state le prove degli arancioni sino ad ora, ma, come diceva il grande Edoardo de Filippo: ”Gli esami non finiscono mai”, da questi tre punti tutta la squadra deve prendere ulteriore consapevolezza nei propri mezzi cercando la continuità nelle prestazioni e, per forza di cose, nei risultati che sono nelle corde di Valiani & c.
Il prossimo sarà un impegno che si disputerà nel posticipo di lunedì 14 ottobre davanti alle telecamere di Rai Sport: il derby contro il Pontedera, occasione per continuare nella striscia utile di risultati e per mostrare i progressi che i ragazzi di Pancaro stanno lentamente ma costantemente mettendo in mostra.



