La sfida con Roma è già cruciale. Se il Pistoia Basket non sarà competitivo nemmeno stavolta forse è il caso di pensare al 6+6
Inutile fare troppa filosofia o girarci intorno, il Pistoia Basket visto a Treviso è stato una grandissima delusione. Per carità, non era obbligatorio vincere su un campo comunque difficile e caldissimo, tuttavia è dispiaciuto vedere tanta confusione e poca determinazione – a tratti del tutto assente – nei giocatori.
Un approccio alla partita che è un eufemismo definire moscio, oltre che confusionario. Un parziale iniziale di 9-0 che rappresenta plasticamente la differenza tra una squadra, quella di casa, decisa a prendersi i due punti fin dalla palla a due e un’altra che ancora deve mettere il coltello tra i denti. Un impietoso parziale di fine primo quarto dove, tra tantissime palle perse, la OriOra è riuscita a segnare solo nove punti totali. La brutta sensazione, durata tutta la partita, che Treviso, pur senza mezzi trascendentali, sia stata in pieno controllo del vantaggio, mai davvero in discussione al netto dei piccoli guizzi di pallacanestro di Petteway e soci. Insomma, non era obbligatorio vincere ma era lecito aspettarsi di vedere ben altro.
Mi si dirà dell’assenza di Salumu, ma questa, a differenza di quella di Brandt, non può essere una seria scusante. Vero, meglio avere una freccia in più nel proprio arco, ma se manca il pivot titolare saltano molti equilibri, se manca un esterno le soluzioni tampone non mancano. Anche perché, mi sia permesso con tutto il rispetto del caso, stiamo parlando dell’assenza di un onesto giocatore di pallacanestro, non di quella di Michael Jordan.
Mi aspettavo qualcosa di meglio dall’impatto di Brandt. Ha certamente patito lo scotto del proprio esordio, tutto sommato nei 40 minuti ha fatto vedere cose più che dignitose ma mi aspettavo di vedere più equilibrio, meno palle buttate e meno soluzioni estemporanee. Insomma, lavori in corso per Carrea.
Non ho alcuna intenzione di partecipare al fastidioso dibattito con chi, nelle ore successive alla sirena, ha – spero solo per un attimo – pensato di vestire le scomode vesti di vedova della squadra dello scorso anno, mi limito solo a ricordare che, per una serie di fattori che sarebbe stucchevole elencare ancora una volta, il livello generale è salito e salvarsi quest’anno è comunque più complicato della scorsa stagione.
Questo forse significa, dunque, che siamo già spacciati? Ovviamente no, ma – questo va detto senza assurde prudenze – sabato è fondamentale vincere. Non importa come, contro Roma Pistoia si gioca già una bella percentuale di speranze di permanenza in seria A. Non conta niente sia solo la quarta di campionato, è la prima partita che gioca in casa con una squadra alla portata, è ancora a zero in classifica e dopo la aspettano due trasferte, pertanto, in un modo o nell’altro, è fondamentale vincere. Sottovalutare l’importanza dei due punti di sabato sarebbe un insulto all’intelligenza del tifoso.
Carrea, a fine partita, ha speso parole importanti, sottolineando come, se è vero che gli allenamenti sono molto intensi, è altrettanto vero che in partita non si sono ancora visti i frutti del lavoro settimanale. Guardate, la questione, alla fine della fiera, è dannatamente semplice.
La società ha fatto la scelta del roster 5+5, che ha una sua logica che è nota a tutti. Questa, però, porta sia a scontrarsi con troppe squadre che hanno uno straniero in più, sia ad allenarsi con accoppiamenti che probabilmente non sono così tanto allenanti, se mi passate il concetto. Mi spiego meglio, probabilmente in partita non si trovano l’intensità e le difficoltà che si tentano di riprodurre o simulare durante la settimana.
Dunque, la sfida di Roma è dirimente. Se al termine della partita Dyson ci avrà punito da fuori, se Jefferson ci avrà maltrattati sotto il ferro e se la classifica ci vedrà ancora a zero, bisognerà prendere in considerazione qualche correttivo.



