Le dichiarazioni di Michele Carrea alla vigilia di Pistoia Basket – Trieste. «Lo abbiamo tenuto mentalmente sul pezzo – dice su Justin Johnson – aspettiamo l’ultimo test»
Il Pistoia Basket si prepara ad affrontare la terza gara casalinga della stagione. Domenica 3 novembre alle 18 al PalaCarrara arriva Trieste e andrà in scena uno scontro cruciale per i biancorossi, che dovranno fare di tutto per non rimanere inchiodati a quota zero in classifica.
«La gara contro Trieste aprirà scenari molto diversi in caso di vittoria oppure di sconfitta – conferma coach Michele Carrea alla vigilia -. È doveroso avere consapevolezza di quanto valgono questi i due punti in palio, che premierebbero il nostro grande lavoro. Dovremo cercare di giocare in modo solido e compatto, evitando quegli errori che ci hanno condannato nei finali delle ultime gare, aumentando di consistenza in tutti gli uno contro uno e in tutte le piccole sfide individuali».
«Trieste – prosegue l’allenatore lombardo – è una squadra che trae vantaggio dalla continuità tecnica e che può permettersi di distribuire il minutaggio tra tutti i suoi effettivi, mantenendo sempre molto alta l’intensità». Pistoia, invece, dovrà riuscire a non farsi male da sola. «Dovremo limitare le palle perse – risponde – soprattutto quelle perse in modo superficiale, e sfruttare i nostri esterni, che hanno maggior dinamismo. La solidità difensiva è un aspetto chiave, per non essere poi costretti a segnare novanta punti». Non avere cali di concentrazione, soprattutto in avvio, è l’altro monito da tenere a mente: «Sì, non possiamo permetterci d’imbarcare troppa acqua perché poi non abbiamo l’energia per rientrare».
«Siamo fiduciosi che ci sia un palazzetto pronto a sostenerci qualsiasi cosa accada» è infine l’auspicio di Carrea.
I SINGOLI
L’infortunio alla caviglia rimediato da Justin Johnson tiene tutti con il fiato sospeso, anche se alla fine dovrebbe riuscire a giocare qualche minuto. «Avremmo preferito lavorare al completo, ma ormai siamo esperti di queste situazioni – commenta amaro il coach della OriOra –. Lo abbiamo tenuto mentalmente sul pezzo nel caso il test pregara dia esito positivo: per noi ha un’importanza tale che se fosse disponibile anche solo per uno sprazzo di partita, lo useremmo».
Carrea ha poi parlato di Salumu, la cui ridotta produzione offensiva fa discutere. «Deve segnare di più e ne è consapevole pure lui – spiega – ma è un giocatore che produce vantaggio attaccando gli spazi e non dal palleggio come Dowdell o Petteway. Le responsabilità vanno divise: lui deve diventare un giocatore che nei momenti chiave fa stare tranquilla la squadra, i compagni devono sfruttare i suoi punti di forza».



