La partita incriminata è quella fra Vaiano e Campi Bisenzio. Il giocatore ospite Tommaso Municchi viene minacciato da uno spettatore e Vaiano viene punita con 80 euro di multa per offese a sfondo razziale. Ma né il ragazzo né i dirigenti hanno sentito le frasi discriminatorie
La storia, quella raccontata sulle colonne del settimanale “Bisenziosette”, è di quelle che non si vorrebbero mai leggere. Meno di dieci secondi alla conclusione, la partita è ormai finita e Vaiano sta per festeggiare il gran colpo: battere fra le mura amiche Campi Bisenzio, capolista del campionato di basket di serie D, girone A. Gli animi però si accendono improvvisamente, causa un fallo di frustrazione sul capitano e idolo locale Alessandro Poli. Dalle tribune non la prendono affatto bene, con un soggetto in particolare che inizia a insultare il giocatore avversario colpevole della spinta ai danni del playmaker biancazzurro. E’ in questo momento che Tommaso Municchi, cestista di Campi Bisenzio, diventa protagonista.
Il ragazzo interviene per difendere il compagno, prendendosi con il solito spettatore, che lo ricopre di offese, minacciandolo anche con il gesto delle mani attorno al collo. Municchi nel frattempo viene sanzionato con un fallo tecnico. Qualcuno dei gialloblu vorrebbe persino abbandonare la sfida prima della sirena del 40’ in segno di protesta. La squadra di coach Carlo Bonetti però si decide a rientrare in campo per gli ultimi secondi, anche perché gli arbitri promettono di riportare tutto ciò che hanno visto e sentito nel classico referto post gara.
Ed ecco che martedì, ossia a poco più di 24 ore dal match, si scopre non solo che la formazione ospite ha perso a tavolino per il tesseramento irregolare di un aiuto allenatore, ma soprattutto che il pubblico di Vaiano è stato punito con 80 euro di multa per offese agli arbitri e a un giocatore della società campigiana. E qui viene specificato che l’episodio è a sfondo razziale e che il destinatario è proprio Municchi.
Il ventenne Tommaso è stato adottato dal Ciad e già in passato si era sentito dire di tutto in più di un’occasione, ma non questa volta. «Devo essere sincero: non ho avvertito alcun insulto razzista – ammette – C’era parecchio rumore dentro al palazzetto. Certamente ho visto il gesto di questa persona. Dal canto mio ho sbagliato a reagire, ma per me era finito tutto subito dopo la partita. Anche perché i giocatori di Vaiano sono stati molto solidali con me». Il caso è scoppiato non appena letto il responso da parte del Giudice Sportivo. «Se è stato scritto così significa che gli arbitri hanno sentito qualcosa, però non mi spiego perché solo 80 euro di multa, senza per altro la squalifica del campo».
Campi Bisenzio si è detta sbigottita di fronte alla mano leggera del Giudice, sottolineando comunque come la società di Vaiano non venga ritenuta responsabile dell’accaduto. «Conosciamo i dirigenti e i ragazzi che ne fanno parte e siamo certi che condividono pienamente la nostra stessa visione dello sport», si legge nel comunicato diffuso dai gialloblu.
E da Vaiano fanno sapere di sposare questa linea, anche se la società rigetta con fermezza le accuse di razzismo. «Prendiamo le distanze da ogni forma di discriminazione e condanniamo i gesti di cui si è reso protagonista in negativo quello spettatore. Non a caso adotteremo i giusti provvedimenti nei suoi confronti. Ma è doveroso sottolineare come nessuno, sia da parte nostra che da quella avversaria, abbia sentito delle frasi razziste nei confronti di Municchi, al quale intendiamo esprimere comunque la nostra vicinanza. Abbiamo indagato in quei concitati attimi e anche nel dopo gara: non mi spiego assolutamente come gli arbitri abbiano potuto sentire certe cose, anche perché il frastuono era veramente assordante».
E così la dirigenza biancazzurra ha deciso di fare ricorso. «Non ci stiamo a passare da razzisti. Non è per la questione degli 80 euro, figuriamoci. Ma questa storia ha messo in cattiva luce Vaiano, intesa come società di basket che come città. Per questo tuteleremo la nostra immagine in ogni sede che riterremo opportuna».
La vicenda intanto è arrivata all’orecchio anche di Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale della Toscana, che ha espresso il suo parere in merito. «Basta con il razzismo. Mi piange il cuore che la nostra terra debba finire alla ribalta per questioni di discriminazione. La sanzione è abbastanza ridicola. Ecco perché da consigliere del Coni riferirò l’episodio al presidente Gianni Petrucci, chiedendogli perché il regolamento preveda pene del genere per fatti così gravi. Non bisogna avere tolleranza in certi casi»


