L’urlo, il bacio al figlio, un altro urlo sotto la curva. Michele Carrea è lucido nell’analisi, ma dentro brucia d’orgoglio
L’urlo di gioia di Michele Carrea al termine della vittoria del Pistoia Basket contro Cantù è quello di tutti i pistoiesi che, solo per stanotte, andranno a letto felici per un terzultimo posto che sappiamo tutti cosa vorrebbe dire. Ma non lo scriviamo.
«Una grandissima soddisfazione – ammette il coach -. È stata la miglior partita in quanto a solidità, livello di attenzione e consistenza nei quaranta minuti. Nei primi due quarti le palle perse non ci hanno fatto strappare, nel terzo e quarto periodo abbiamo gestito meglio quest’aspetto».
«Qualche incertezza iniziale – prosegue – poi abbiamo sempre attaccato in maniera bilanciata e fatto la gara che avevamo in testa. Ci sono tante cose da correggere, ma tra queste la più grave è non aver ampliato la differenza canestri, che alla fine potrebbe essere decisiva. Nel finale abbiamo fatto un tiro che non ci stava e sbagliato liberi importanti. Dobbiamo essere più lucidi».
Per quanto riguarda i singoli «una menzione per Dowdell, nonostante un minutaggio superiore a quello che può dare e per Salumu: ha speso il quinto fallo per fermare un contropiede, qui è uscito per non far prendere canestro alla squadra. Un bel messaggio».
«È stata una settimana difficile, venerdì in allenamento abbiamo giocato 4 vs 4 per mancanza di giocatori – racconta invece Aristide Landi -. Il gruppo deve essere forte anche in questi momenti di difficoltà e stasera lo è stato». «La solidità con cui i giocatori hanno risposto – conferma Carrea – è la prova della professionalità con cui lavorano, segnale di un gruppo che vuole andare oltre i proprio limiti».
«Se una partita non è una vittoria, deve essere una lezione. Cito una frase fatta, ma vera – conclude il coach dei biancorossi -. Diventare squadra vuol dire nascendore i limiti dei compagni e sottolineare i punti di forza. Per farlo serve un vissuto. Ora lo abbiamo e quindi dobbiamo riuscirci in ogni gara». Ma niente illusioni: «I risultati vanno usati per dare di più in allenamento. Questa partita significa due punti, come quella di Brindisi, alla quale penseremo da domani».
«Carrara, Papini, Becciani e Roberto Maltinti. Siete una città meravigliosa di uomini meravigliosi» è il saluto di Cesare Pancotto a Pistoia. «La OriOra se l’è meritato» ha ammesso il coach di Cantù.



