Pistoia Basket, Quarisa affronta le sue origini: «Venezia? Partita speciale»

Andrea Quarisa, pivot veneziano del Pistoia Basket, parla di Venezia: «Brutto vedere la mia città in queste condizioni. Domenica però dobbiamo vincere»

Settimana dura quella affrontata dal Pistoia Basket. Nuvoloni neri non solo sul cielo di Pistoia ma anche sul passato e probabilmente anche sull’imminente futuro della squadra biancorossa di Michele Carrea.

Dopo la brutta prestazione di Brindisi, domenica 1 dicembre l’OriOra accoglie al PalaCarrara l’Umana Reyer Venezia. La squadra campione d’Italia cercherà a Pistoia la sua sesta vittoria stagionale, ma si troverà davanti una squadra che vuole riscattare quanto fatto vedere a Brindisi.

A presentarsi in conferenza stampa pre-Reyer è proprio il veneziano Andrea Quarisa. Il pivot pistoiese spiega quella che è la situazione in casa Pistoia Basket ed esprime tutta la sua solidarietà nei confronti della sua città d’origine.

Blackout totale a Brindisi, prestazione da dimenticare in un periodo che sembrava positivo. «Totalmente d’accordo – annuisce Quarisa – contro Brindisi siamo stati in partita per 5 o 6 minuti e poi ci siamo sciolti. C’è stata tanta delusione e sono convinto che sia stato solo un incidente di percorso in un periodo in cui stiamo lavorando bene. La cosa brutta, ripeto, è stata proprio la prestazione dato che con altre squadre, pur perdendo, avevamo giocato meglio. Contro Venezia in casa sarà un ottimo banco di ripartenza».

La lezione di Brindisi può essere utile o deleteria in una partita così dura come con Venezia in base a come la squadra reagisce. «Dovrà assolutamente servirci da lezione – dice Quarisa – dobbiamo rimanere concentrati per tutti i 40 minuti e non disunirci troppo presto. Certo, adesso probabilmente avrei preferito un’altra squadra adesso. Ma il calendario ci ha messo davanti i campioni d’Italia e proveremo a prenderci i due punti e dimostrare che possiamo lottarcela con chiunque».

Pensando a Venezia, sicuramente una partita diverse dalle altre per Andrea Quarisa, viste le sue origini lagunari. «Parlando dal punto di vista strettamente sportivo – esordisce il pivot biancorosso – sarà sicuramente un’emozione vedere dall’altra parte la maglia di Venezia. Scenderanno alcuni miei amici, e saranno divisi tra settore ospite e tribuna, quindi dobbiamo portare a casa i due punti altrimenti mi prenderanno in giro tutta l’estate quando torno in Veneto (ride, ndr)».

Invece dal punto di vista personale, riguardo le tristi vicende metereologiche che hanno colpito la città lagunare è molto particolare il pensiero di Quarisa: «Per me, come per tutti noi veneti, è stato un duro colpo. Erano più di 50 anni che non accadeva nulla di simile. Sono salito su a Venezia appena ho avuto qualche ora libera per stare vicino ai miei parenti, amici e conoscenti. Ma noi veneziani siamo forti!»

Particolare anche il racconto delle scene che il numero 11 di Pistoia ha vissuto: «È stato brutto vedere i materassi in strada, ristoranti chiusi perché avevano mezzo metro d’acqua nel locale. Gondole spezzate e, personalmente, non è stato piacevole non trovare più l’edicola davanti alla mia scuola perché era stata spazzata via dall’acqua. Nel mio piccolo ho cercato di aiutare ed ho offerto ospitalità a casa di mia mamma per i miei amici che avevano subìto danni alla casa».

Rimanendo su temi extra-campo, ma affrontando questioni più leggere: come vive un roster misto di americani ed europei il Thanksgiving Day (giorno del ringraziamento). «Per i ragazzi americani (Petteway, Dowdell e Johnson, ndr) è una data molto importante – spiega Quarisa. Infatti stasera andiamo tutti quanti a cena fuori per festeggiare il giorno del ringraziamento e per fare un po’ di team building».

Infine, un parere soggettivo, sulla squadra di Pistoia Basket e sul suo rendimento. «Se devo essere sincero – esordisce Quarisa – mi aspettavo almeno un paio di vittorie in più, quella con Roma in casa e la trasferta di Reggio. Dal punto di vista personale, credo che ogni giocatore vorrebbe giocare di più. Ho giocato 5 partite su 10 e so di avere 3 giocatori davanti a me. Comunque essere qua e poter giocare per il primo anno in A1 è già un grande traguardo per me».

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