Andate in archivio le Final Eight di Coppa Italia 2018 a Firenze, è giusto fare un’analisi a 360° su quel che si è notato in ambito Pistoia Basket
Abbiamo visto quanto successo nei quattro giorni di Coppa Italia a Firenze, con la vittoria finale di Torino nei confronti di Brescia, ed è giusto porre l’attenzione su alcune riflessioni che riguardano il Pistoia Basket. Già, perché il Pistoia Basket non era presente al Mandela Forum a giocarsi la Coppa, visto che non era entrata fra le prime otto squadre alla fine del girone d’andata, ma c’è lo stesso da parlare di casa biancorossa. Su quel che abbiamo visto e sentito direttamente sul parquet fiorentino, e non solo per la presenza dello striscione Baraonda in mezzo alla curva dei torinesi.
15 SQUADRE DI SERIE A SUI LED, CHI MANCA?
Un po’ l’occhio c’era cascato il primo giorno, sia con chi era presente sia con chi guardava le partite in tv, ma non vi era certezza assoluta. Il sospetto è divenuto realtà analizzando attentamente i “dettagli” nella seconda giornata. Tutti si saranno accorti che, oltre a qualche sponsor, giravano sui cartelloni led a bordo campo i loghi degli sponsor delle 16 squadre di Serie A. Per la precisione 15 perché ne mancava soltanto una. Qualche indizio? Il main sponsor inizia con The e finisce con Flexx. Già per tre partite e mezzo dei quarti di finale chi magari da casa guardava il match non ha mai visto passare il logo dello sponsor del Pistoia Basket. Una semplice dimenticanza? Può darsi. Ma da parte di chi? Forse degli organizzatori così come potrebbe essere stata una mancata segnalazione da parte della stessa società.
Fatto sta che, appena avuta la certezza comprovata, abbiamo segnalato noi di Pistoiasport.com la cosa a chi di dovere e, dopo nemmeno 5 minuti, magicamente è comparso sui led anche il logo The Flexx. Come si dice, guarda caso. E se magari nessuno lo avesse segnalato forse fino alla finale nessuno si sarebbe accorto che Pistoia non c’era…
MASSIMO BULGARELLI: DA ADDETTO AGLI ARBITRI A DIRIGENTE DI LEGA
Sarà la vicinanza territoriale fra Firenze e Pistoia, però in occasione di queste Final Eight è davvero curiosa la parabola di Massimo Bulgarelli. Storico general manager del Pistoia Basket fin dalla C2, era uscito di scena nel giugno 2016 per “sopraggiunti impegni di lavoro” lasciando poi quel che posto temporaneamente a Gek Galanda e successivamente a Giulio Iozzelli. Dopo tre mesi, però, Bulgarelli tornò in pista con un ruolo decisamente meno importante come quello di addetto agli arbitri, vale a dire la persona che al PalaCarrara deve accompagnare i tre in grigio dal tunnel degli spogliatoi a centrocampo e viceversa.
Ruolo importante e delicato soprattutto quando i tifosi sono su di giri, per carità, però molto marginale. È per questo che in molti si sono stupiti del suo ruolo di dirigente organizzativo scelto appositamente da LegaBasket per la Final Eight di Coppa Italia: se il criterio fosse prettamente “territoriale”, il Pistoia Basket a questo riguardo non aveva altre personalità da esprimere? E soprattutto: se Bulgarelli è così ben visto ad alti livelli, come mai nella “sua” città non ha più ruoli significativi?
Ed a proposito di personaggi in vista al “Mandela Forum” come non citare lo speaker ufficiale del Pistoia Basket, Mirko Frati, scelto come speaker dell’intera manifestazione che si è disimpegnato in maniera egregia. Ovvio che non aveva lo stesso trasporto di quando deve caricare il PalaCarrara per una tripla o una stoppata di un beniamino di casa, ma è ampiamente giustificato.
LA VISIBILITA’ DI GEK GALANDA E TESI GROUP
C’è poi il “Fattore G” ovvero Gek Galanda e Giorgio Tesi Group. Già perché l’azienda di Via di Badia, nonché ex title sponsor del Pistoia Basket, alla vigilia della Final Eight ha annunciato il suo accordo con LegaBasket per essere il “green sponsor” degli eventi della LBA stessa. Il tutto grazie alla presenza dello Special Project Manager dell’azienda vivaistica Gek Galanda che in questi mesi dal suo arrivo all’azienda ha sicuramente lavorato per incrementare quella che è la visibilità di casa Tesi a livello nazionale a partire dal rilancio dell’accordo di partnership col Milan e adesso questo ritorno al fianco del basket al massimo livello.
Un ritorno così evidente, che legandosi al primo punto della mancanza del Led The Flexx, per un giorno e mezzo ha fatto quasi capire alla gente che era presente al Mandela Forum che Giorgio Tesi Group potesse essere ancora il title sponsor biancorosso visto che il logo arrivava dopo la carrellata delle altre 15 squadre di Serie A. Un accordo voluto da un Gek Galanda sempre presente a Firenze, anche in virtù del suo ruolo di consigliere Fip, e che lo ha visto partecipe in campo per una serie di iniziative con gli spettatori presenti.
Un ruolo, quello di Galanda, abbandonato forse fin troppo presto dal Pistoia Basket? Dopo che il “Gek” Nazionale ha appeso le scarpe al chiodo è stato provato in diverse postazioni in via Fermi ma poi si è arrivati alla separazione dopo aver portato avanti, inizialmente, il settore giovanile poi la prima squadra ed infine la gestione della “Cittadella”, oramai finita nel dimenticatoio. Non a caso, però, dopo la sua uscita di scena il Pistoia Basket Project non ha più visibilità nelle gare interne al PalaCarrara, l’Academy sembra aver perso l’abbrivio del 2015 e l’immagine generale della società biancorossa non appare più brillante come all’epoca.
In questa decisione può avere inciso anche la volontà dello stesso Galanda di puntare ad un ruolo in Federazione, però non ci sembra che nessuno si sia strappato particolarmente i capelli per la sua partenza disperdendo un valore sicuramente importantissimo. Ecco perché questa Final Eight ha detto qualcosa anche al Pistoia Basket pur non essendo presenti direttamente.



