Le avventure cinesi di Filippo Toccafondi nell’appuntamento mensile con Pistoia Sport. Il torneo delle High School di Hangzhou è andato alla grande e “Pippo” è arrivato in finale
Nǐ hǎo, bentrovati da Filippo Toccafondi! L’avventura in Cina sta proseguendo a gonfie vele! Ci eravamo lasciati con l’inizio del campionato e un’ opportunità lavorativa alle porte. Beh entrambe mi hanno dato grandi emozioni.
Andiamo per ordine. Ero carico a bomba per il campionato cittadino delle High School di Hangzhou (si dice han…)! La nostra selezione era stata inserita nella “prima fascia”. Ciò vuol dire che, come altre sette squadre, dovevamo aspettare lo svolgimento dei gironi eliminatori prima di esordire nel nostro.

Una volta scesi in campo, abbiamo giocato a ritmi frenetici: quattro squadre e tre partite in altrettanti giorni (mercoledì, giovedì e venerdi). La domenica la fase a eliminazione diretta e lunedì le finale. Eh sì, non c’è stato tempo da perdere…un campionato tutto d’un fiato!
Servivano almeno due vittorie per rientrare nei primi due posti validi per l’accesso ai quarti di finale. Ah no aspetta, una volta dato uno sguardo al tabellone ho visto che la seconda girone avrebbe incrociato la High School No4. Un team di marziani, tanto per dare un’idea, quelli che da non so quanti anni vincono il doublete, ovvero campionato cittadino e regionale. In pratica servivano tre vittorie su tre per arrivare primi e non andare in pasto agli squali.
Che fatica, ma ce l’abbiamo fatta! Nonostante la difficoltà crescente nei tre match. Noi li abbiamo interpretati a modo nostro, vincendo di 20 la prima, di 26 la seconda e di 34 la terza. Ho visto la nostra confidenza e attenzione al gioco migliorare di giorno in giorno e sono veramente orgoglioso.
La domenica mattina è arrivato il momento dei quarti, archiviati con un sonoro +47! Ma qua sono incredibili…non perdono tempo! Vi dico solo che a un certo punto mi sono girato verso la panchina e non c’era più nessun giocatore, solo sedie e qualche bottiglia vuota. Ma dove sono, ho pensato, poi mi sono accorto che coach Wu, visto che non c’erano dubbi su chi sarebbe arrivato in semifinale, aveva portato i panchinari a studiare i nostri prossimi avversari di scena nel campo accanto.
Le semifinali del pomeriggio sono state un bel banco di prova, mentre la High School N.4, che per fortuna avevamo evitato, continuava a vincere in scioltezza. Ci siamo trovati di fronte i finalisti dello scorso anno. Gli avversari partono bene, segnando molto da tre, ma noi siamo stati la formichina che lavora piano piano e che alla fine porta a compimento il suo obiettivo. E infatti nel secondo periodo mettiamo la testa avanti e non ci giriamo più fino al +18 del 40′. E ci accorgiamo di aver raggiunto la finale!!!!!
Purtroppo una formalità per i campioni in carica dell’ormai famosa High School N.4. Troppi, troppo grossi, troppo troppo, troppo tutto per quelle che sono le nostre potenzialità e la nostra organizzazione. In Cina queste squadre vengono chiamate “squadre governative” dove vengono reclutati i migliori ragazzi e il loro focus è prettamente sulla parte sportiva.

Prima ma sopratutto dopo questa settimana intensa non sono riuscito a stare fermo, mi sono visto un paio di partite di CBA e ho tenuto due allenamenti con due squadre della città che ben figurano sia a livello nazionale che regionale. Il primo è stato con gli u18 della società di CBA dei Guangsha Golden Lions e il secondo con la prima squadra femminile dell’Università di Economia e Management.
Vi dico solo che il giorno prima dell’allenamento con la CBA Junior, senza sapere cosa poi sarebbe successo, conosco il coach…226 cm di pura gentilezza e umiltà che a fine allenamento mi chiede osservazioni su ciò che avevo visto e di tornare il giorno successivo per una lezione alla sua squadra su come attaccare la difesa a zona...cuore in gola ed emozione incredibile!
Come se la pallacanestro prendesse poco spazio, nei weekend alleno in una accademia privata, occupandomi di gruppi dagli 8 ai 12 anni di età. È una società a gestione cinese con staff tecnico interamente europeo (da Spagna e Serbia) e con assistenti cinesi che mi danno una grossa mano nel gestire i piccoli mostri!
Inoltre mi sono rimesso gli scarpini e la canotta, ma questa è un’altra storia…
Alla prossima, zài jiàn!


