Parola a Fabrizio Greco, amministratore delegato di Caparol Center, una delle prime aziende a entrare a far parte del Consorzio Pistoia Basket City
Il rapporto d’amicizia con Gek Galanda e Matteo Mantica lo ha avvicinato alla realtà del Consorzio Pistoia Basket City da quando, nel 2017, si è trasferito in città per gestire la sede in via Donato 174 di Caparol Center (match sponsor domenica contro Pesaro, ndr), azienda che offre a privati e imprese operanti nel settore edilizio un’ampia gamma di servizi. Ma l’amministratore delegato Fabrizio Greco già da tempo aveva legato la sua vita al mondo della palla a spicchi.
«Ho giocato a basket: dopo le giovanili trascorse nell’allora Athletic Genova, sono stato notato – grazie a una super prestazione da quasi 50 punti contro la Virtus Bologna – dall’Auxilium Torino, che era stata appena promossa in serie A – racconta Greco – Ho avuto la fortuna e l’onore di far parte di un roster che vantava nomi come Darryl Dawkins, Carlo Della Valle e Riccardo Morandotti, solo per citarne alcuni. Un brutto infortunio mi ha costretto a saltare la convocazione in Nazionale e dopo quell’episodio ho continuato in B d’Eccellenza per altri 15 anni. Poi ho cominciato a lavorare per Caparol».
Caparol alla quale Fabrizio deve proprio la passione per il basket. «All’epoca mio padre sponsorizzava una formazione di serie C a Vado Ligure. Ma devo ringraziare anche Giorgio e Mauro Longhi, ex rappresentati legali, che giocavano nella fila della Simmenthal Milano».
Insomma, la pallacanestro era nel destino di Greco, la cui azienda è stata fra le prime a entrare a far parte del Consorzio, quando esso è nato. «Nel 2015 abbiamo cominciato anche a fare da piccolo sponsor del Pistoia Basket – ricorda – L’esperienza nel Consorzio? All’inizio ero scettico, non lo nascondo. Ma, a quattro anni di distanza, il bilancio è assolutamente positivo. Ovviamente bisogna crescere a livello di rapporti – sia umani che di business – fra le varie aziende presenti e fra esse e i componenti del Pistoia Basket. Ma la strada intrapresa ultimamente mi sembra quella giusta».
Così come pare aver ingranato una marcia adeguata alla serie A la squadra allenata da Michele Carrea. «Credo che lo staff tecnico stia facendo un gran lavoro. I ragazzi si stanno amalgamando sempre più fra loro e, considerato il budget a disposizione, si può affermare che si sia allestito un roster importante. C’è una cosa però che mi dispiace…».
Che cosa? «Il rilancio della società e l’impegno che i giocatori mettono in campo meritano un apporto da parte del pubblico maggiore. Una squadra come Pistoia, a prescindere dai risultati, ha bisogno di sostegno e di affetto. A cosa è dovuto questo calo di presenze? Secondo me la piazza si è abituata alla serie A. Ma che Pistoia disputi il massimo campionato di basket non è una cosa normale: la gente ne dovrebbe essere orgogliosa, perché è una fortuna che poche altre città hanno in Italia».



