Per il Pistoia Basket il passaggio al 6+6 non è nemmeno da prendere in considerazione, eppure c’è chi continua a invocarlo. Intanto Roma e Treviso rientrano nella lotta salvezza
Se consideriamo il dato numerico, quella passata è stata indiscutibilmente una domenica da dimenticare per il Pistoia Basket. Non solo, infatti, abbiamo perso la sfida interna con Sassari, ma dal campo di Pesaro è giunta la notizia della vittoria di Trieste, che quindi ci ha raggiunto in classifica a quota dieci.
Messa così sembrano solo brutte notizie. In verità, la sconfitta con la truppa Pozzecco – ampiamente preventivabile visto il gap tecnico tra le due squadre – è giunta al termine di una battaglia vera. In questo senso, non sono sembrate di circostanze le parole di elogio spese dal Poz nella conferenza stampa post partita. Un bellissimo secondo quarto – 24 a 12 il parziale – caratterizzato da una difesa indemoniata e da un attacco paziente ed intelligente.
Poi, oltre al maggior tasso tecnico dei sardi, ha avuto un peso specifico enorme la differenza nella profondità della panchina degli ospiti. I nostri sono palesemente scoppiati dalla fatica, gli ospiti hanno trovato in Spissu il jolly vincente, ma la sensazione è stata quella che, al posto suo, sarebbe potuto salire in cattedra uno qualsiasi dei giocatori sardi, da Bilan a Gentile.
In questo senso, non possono non tornare in mente le parole di Carrea in sede di presentazione della sfida. Mi sono interrogato molto sul senso delle sue dichiarazioni, chiedendomi se quel sottolineare la stanchezza dei ragazzi, oltre alla difficoltà nel lavorare in una situazione di continua emergenza, fosse più un messaggio alla nostra dirigenza oppure al resto d’Italia, quasi a voler sottolineare a tutti quelli che non conoscono la realtà di Pistoia come quelle cinque vittorie siano state un mezzo miracolo tecnico e sportivo.
Ora, a me questo Carrea aziendalista ma non troppo piace da matti. Il coach è bravo e sa di esserlo, ha tutto il diritto di ricordare l’ovvio quando ne senta la necessità. Tuttavia, il punto è sempre questo, se la diagnosi è corretta la cura non è semplice da trovare. Premesso, infatti, che il passaggio al 6+6 non è seriamente da prendere in considerazione – sennò tutto quello che siamo detti da mesi sembrerebbe uno sketch degno di Scherzi a parte – non è chiaro quale italiano possa venire a Pistoia. Quale lungo italiano decoroso, ammesso e non concesso si trovi l’extrabudget, potrebbe venire a semplificare le rotazioni sotto canestro, senza costringere il coach alle alchimie che si vedono partita dopo partita sotto il ferro?
Fino a quando non si riesce ad individuare un buon rapporto qualità prezzo che risponda a questa domanda è meglio concentrarci sulla prossima sfida interna contro Trento, da vincere ad ogni costo.Al limite, potrebbe essere interessante porsi un’altra domanda: su chi faremo seriamente la corsa al terzultimo posto? Secondo me, dopo le ultime mosse di mercato, le uniche due seriamente alla portata sono Treviso e Roma. Staremo a vedere.


