Dopo aver espugnato il Palaeur, il Pistoia Basket attende Reggio Emilia nel ricordo di Kobe Bryant e forse già con un Randy Culpepper in più
Settimana scorsa è stato doveroso scrivere di Bryant e lasciar perdere la partita ma, son sincero, avessi esternato le mie sensazioni sulle prospettive di campionato queste sarebbero state decisamente funeste. Sono stato contattato da una testata romana per la preview sullo scontro del PalaEur e, quando mi hanno chiesto le sensazioni da Pistoia, ho candidamente ammesso di sentirmi già sostanzialmente retrocesso.
Non ci credevo in una Pistoia corsara a Roma, alzi la mano chi ci sperava davvero. Qualcuno certamente sì, di sicuro ci hanno creduto i ragazzi e lo staff. Non era semplice non tirare i remi in barca sul meno 13, memori soprattutto del film della partita con Treviso, quando lo sforzo del terzo quarto per tornare a galla dopo un primo tempo disastroso era stato pagato con la scarsa lucidità finale.
In tutta franchezza c’è stata anche un po’ di fortuna, finalmente. E’ possibile che Roma si sia rilassata nel terzo quarto, sentendosi già padrona del proprio destino. Di più, il tiro di Johnson che ci ha regalato la vittoria è certamente nelle corde dello Usa, ma probabilmente non è – tra quelli del suo bagaglio tecnico – quello a maggior percentuale. Non solo, se si riguarda l’azione si vedono prima Petteway e poi Brandt combinare dei pasticci che, nella maggior parte dei casi, significano palla persa. Tutto vero.
Resa il fatto che ci prendiamo questi due punti dal peso specifico enorme e guardiamo avanti con una bella boccata di ossigeno in corpo. Avessimo perso, avremmo Roma e Treviso a più sei e Trieste a più due, saremmo davvero con un piede nella fossa. Invece oggi aspettiamo Reggio con la voglia matta di dare seguito al risultato di Roma trovando altri due punti per la corsa salvezza.
Accennavo anche alla vittoria di Trieste, parliamone un secondo. Andreotti sosteneva che a pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca. Fortuna vuole che a Pistoia di Andreottiani non ce ne sono più da un pezzo. Peccato dunque, quella mezzora di differenza temporale tra la fine della nostra partita ed il suicidio – perché di questo, sportivamente parlando, si tratta – di Sassari ci ha reso un pizzico più amara la serata. Solo un pizzico, però, perché qui siamo tutti d’accordo con Carrea quando dice che, almeno per ora, è necessario restare concentrati su noi stessi e provare a battere Reggio, per fare i conti con gli altri campi è ancora presto. Quanto mi piaci Carrea, forse non avrai ancora i geniali spunti tattici che mette in mostra il Poz nella gestione dei finali, ma sei un grande coach lo stesso.
Dunque Reggio Emilia, nel ricordo di Kobe Bryant e forse anche con un Randy Culpepper in più già da questa gara. Una partita difficile ma non impossibile, in cui le maggiori difficoltà – a mio modesto avviso – verranno dalle capacità del manico, coach Buscaglia, soprattutto dalle sue tradizionali capacità organizzative in difesa. Staremo a vedere.


