Crippa e Lanza ospiti speciali a Montuliveto in occasione delle cinque candeline soffiate dal Consorzio Pistoia Basket City
Serata amarcord a Montuliveto quella che si è svolta mercoledì 5 febbraio con Claudio Crippa e Matteo Lanza. In occasione dei cinque anni compiuti dal consorzio “Pistoia Basket City”, e con l’ingresso di Montuliveto all’interno di tale organizzazione, i consorziati hanno organizzato una serata evento con apericena e successiva doppia intervista ai due storici giocatori dell’Olimpia Pistoia. Serata presentata da Filippo Laico, giornalista della Gazzetta, che ‘smistava’ domande a coloro che erano abituati a smistare palloni sul parquet.
NOSTALGIA sicuramente tanta. Da parte di entrambi. Crippa e Lanza sono stati infatti i primi due abbonamenti della nuova campagna dell’Oriora Pistoia “A canestro 1 città”. Hanno raccontato i loro anni in biancorosso, confermando entrambi che «per quanti palazzetti abbia girato, l’adrenalina che ti mette il PalaCarrara nei cinque minuti prima dell’ingresso non l’ho più provata». Hanno parlato di quanto prima fosse più facile fare gruppo, grazie all’assenza dei social. Lanza racconta «Più erano lunghe le trasferte più partite a carte facevamo, a Trieste abbiamo fatto attendere l’autista per finire la mano. Adesso me li immagino, ognuno al suo posto con le cuffiette in silenzio. Non c’è più lo spirito di una volta». Crippa invece, ricorda il suo primo impatto con Pistoia «Quando venni a giocare qua da avversario mi ricordo che sul finire della partita Roberto (Maltinti, ndr) si infuriò e iniziò a lanciare le palette degli allora otto falli sul terreno di gioco. Invece saliti sul pullman c’erano i tifosi che ci lanciavano addosso roba, pensai subito “Questi sono matti”. E poi guarda com’è finita». La passione per la palla a spicchi che c’è a Pistoia però è rimasta ben impressa ad entrambi che concordano «Era il primo anno in assoluto di Serie A a Pistoia e noi arrivavamo al palazzetto e vedevamo 3 o 400 persone. Cose da pazzi, non mi è più successa una roba del genere».
KOBE BRYANT è stato, ovviamente, uno degli argomenti trattati. Sia Claudio che Matteo hanno giocato a Pistoia in quintetto con Joe Bryant, papà di Kobe, ed entrambi si ricordano di questo ragazzino giovane cosparso di argento vivo che girava sempre col pallone personale. «Era impossibile fare delle pause – dice Lanza – appena ci fermavano un attimo questo grillo entrava in campo, palleggiava, tirava, sfidava chiunque e poi era veramente difficile da fermare. Avrebbe giocato per ora intere». Anche l’ex capitano Crippa ricorda gli anni di Bryant «Ho visto fare delle cose a Joe che Kobe non ha mai fatto. Il figlio, in più del padre aveva la determinazione, la voglia di arrivare e la testa sempre puntata sull’obiettivo. Il padre invece giocava per voi, per il pubblico, si esaltava agli All Star Game con 15.000 persone e vinceva la palma di MVP perché lì dava spettacolo. Ma i numeri che aveva quell’uomo non li ho più visti a nessuno. Era fortissimo». A chiudere l’argomento è però Lanza che, in accento italo-americano, imitando Joe Bryant ricorda: «Una cosa che non scorderò mai è Joe Bryant che ad ogni allenamento e ad ogni partita mi diceva ‘Guarda com’è forte mio figlio, veramente fortissimo. Fa delle cose incredibili’. Ed io gli dicevo sempre ‘Sì Joe, però ha otto anni’. Alla fine ha avuto ragione lui». Eccome se ha avuto ragione.
ORIORA PISTOIA era l’argomento principe nonché il più atteso dagli ospiti presenti e dunque, come nei migliori dei palinsesti televisivi, andava tenuto per ultimo. Così è stato. Ai primi due abbonati Oriora è stato chiesto quanto di frequente siano venuti con la loro tessera al PalaCarrara. Lanza spiega che «ogni tanto vengo con mio figlio e ci prendiamo mezza giornata solo per noi, per parlare e per passare del tempo insieme. Non ricordo esattamente quante volte sono venuto però abbastanza. Sicuramente più di Claudio (ride, ndr)». Crippa, scout europeo per i San Antonio Spurs, chiaramente ha meno tempo a disposizione dato che gira molto ma «tre o quattro volte sono riuscito a venire – spiega Claudio – l’ultima è stata la vittoria casalinga con Pesaro. Nonostante questo sapete che sono molto legato a Pistoia e sono contento che ci siano persone così legate come voi che portano avanti questa passione. Siamo rimasti l’unica società di pallacanestro a livello un po’ più alto in Toscana». Per mettere un po’ di pepe sul finale di serata Claudio Crippa, messo davanti alla domanda “risponderesti ad una chiamata da Pistoia?”, risponde così «Non ho mai cambiato il numero di telefono negli ultimi quindici anni ed ho sempre risposto. Però se non squilla…»


