Il Pistoia Basket onora al meglio la memoria di Kobe Bryant con il secondo successo consecutivo. La classifica e i numeri sorridono, adesso però qualcuno dovrà fare posto a Culpepper
Serviva una serata perfetta e quella di domenica scorsa lo è stata quasi in tutto. Pistoia ha schiantato Reggio Emilia, onorando la memoria di Kobe Bryant e facendo il pieno di entusiasmo ad una settimana appena dal blitz romano. Due vittorie che fanno pace con il doloroso ko interno con Treviso e che consegnano alla fase finale della stagione una OriOra con molte più certezze e finalmente anche con un modo di stare in campo adeguato ad una squadra che deve battagliare e sudarsi tutto in ogni partita.
UNA SERATA PERFETTA. Domenica sera al PalaCarrara tutto è stato perfetto. Non solo in campo, ma anche e soprattutto sugli spalti. La Kobe Night del PalaCarrara ha regalato emozioni da brividi ben prima della palla a due. La simbologia e i gesti, nessuno dei quali banale, per ricordare la leggenda dei Lakers e sua figlia, hanno toccato tutti fino al profondo del cuore. L’atmosfera, le parole dell’addio al basket di Kobe lette in un silenzio commovente, i fiori e infine le coreografie della Baraonda, che da questo punto di vista non ha assolutamente rivali, prima con le luci che nel buio hanno fatto risplendere il nome del campione americano e poi l’enorme vela che ritraeva il compianto campione partito da Cireglio e la sua dolce figlia con sotto un mare tinteggiato dai colori della maglia che ha amato più a lungo e più di qualsiasi altra.
IL BALLERINO E LA ROCK STAR. La serata ha regalato anche l’entusiasmo sfrenato di due giocatori biancorossi che hanno suggellato i loro canestri con esultanze particolari, ma che di qui in avanti saranno certamente veri e propri marchi di fabbrica. Sgraziata, viscerale, ma al tempo stesso quanto mai gioiosa la danza quasi tribale di Petteway, capace di scuotere tutto il corpo dopo quelle triple mandate a bersaglio nel terzo periodo, salutando poi allo stesso modo anche i canestri clamorosi dei compagni. Nuova versione anche per Justin Johnson che suggellato i canestri con cui Pistoia ha respinto la rimonta reggiana, quelli che di fatto hanno chiuso la partita, con schitarrate immaginarie degne di una vera rock star. Una contaminazione tanto forte che a fine gara l’ala nativa del Kentucky si è ritrovata in mezzo alla Baraonda Biancorossa a festeggiare la vittoria, proprio come un rocker che si getta giù dal palco, planando morbido sulle braccia dei suoi fans in delirio.
FINALMENTE ULURU. Finalmente Pistoia ha visto anche tutta la potenza del suo Ayers Rock. Come il monolite che giganteggia nel Territorio del Nord del più grande Paese del continente oceanico, così Angus Brandt ha letteralmente dominato sotto i tabelloni, stravincendo il duello sia con Owens che con Pardon. Certo, ancora una volta il gigante sorridente di Pistoia si è concesso alcune dormite sotto il ferro, ma per il resto la sua prova è stata estremamente concreta e positiva, troneggiando sotto le plance, non solo nella metà campo difensiva ma anche dall’altra parte dove ha catturato ben 8 dei suoi 16 rimbalzi.
L’ULTIMA INSIEME? La festa finale sotto la curva Pistoia però potrebbe essere stata l’ultima di questo gruppo per come lo conosciamo. Culpepper era seduto in fondo alla panchina, ha guardato giocare i nuovi compagni e alla ripresa degli allenamenti sarà in campo a sudare con loro. Ad ora e salvo ripensamenti costosi, qualcuno gli dovrà far posto. Anche qui la vittima designata da immolare pare esserci già: Zabian Dowdell, un giocatore che ieri, pur con la certezza non ancora detta di dover andar via, ha giocato una partita esemplare, da vero professionista, dando tutto per la maglia biancorossa, tanto da sfoderare una prova da 12 punti, impreziosita anche da tanti aspetti del gioco in cui è stato importante ma che solitamente non finiscono nel tabellino.
NUMERI IMPORTANTI. Pistoia contro la Reggiana ha segnato tanto, andando oltre gli ottanta punti. Ha conquistato anche la sfida dei rimbalzi, catturandone 7 in più rispetto ai rivali (47-40). Soprattutto, dopo i problemi iniziali, è riuscita a limitare la pericolosità offensiva di una squadra comunque abituata a tirare tanto e bene dalla lunga distanza. In più, Pistoia è stata brava ad equilibrare il gioco tra interno ed esterno, approfittando con successo della scelta della Grissin Bon di chiudere l’area provando a non concedere penetrazioni. Fondamentale poi contenere le palle perse, solo 7, lasciando pochissimi contropiede a difesa non schierata ad una squadra che invece ama correre e attaccare gli spazi a tutta velocità.
CLASSIFICA OK. La vittoria contro Reggio Emilia però non è l’unica cosa positiva della serata. In più, anche da tutti gli altri campi sono arrivate ottime notizie. Treviso ha perso contro Venezia, mentre Pesaro è stata strapazzata in casa da Brindisi (77-103), Roma pure, di misura (95-92) ,contro la Fortitudo Bologna e soprattutto Trieste è caduta all’ultimo tiro con Brescia, capace di una rimonta epica conclusasi sul 76-74 per la squadra di coach Vincenzo Esposito. Quindi, con questi ottimi risultati, Pistoia si è messa nuovamente dietro due squadre, Pesaro e Trieste, agganciando anche la squadra capitolina, con cui però l’OriOra ha la differenza canestri a sfavore. Insomma, una situazione più che decorosa da cui iniziare la lunghissima volata che porterà alla fine del campionato.



