Sfida delicatissima in ottica salvezza per il Pistoia Basket, che fa visita a una Trieste profondamente cambiata rispetto alla gara d’andata
Il Pistoia Basket sabato 7 marzo (palla a due alle 20) affronterà uno scontro salvezza decisivo in casa dell’Allianz Trieste. Una sfida fondamentale per la classifica, dopo un mese senza giocare. Rispetto a quella vista al PalaCarrara, l’attuale Trieste sarà una squadra completamente diversa. Sia come società, sia come roster. A livello societario, dopo l’avvio incerto dovuto ai guai giudiziari dell’ex patron dei biancorossi, Luigi Scavone, l’arrivo del main sponsor Allianz con un accordo triennale ha portato serenità e solidità ad una compagine che rischiava di doversi sorreggere solo sulla forza dell’azionariato popolare e su un pool di sponsor riunito nel soggetto giuridico “siAMO Trieste”. A livello di organico invece, rispetto alla formazione iniziale, hanno salutato Jon Elmore (Capo d’Orlando), Arturs Strautins (Udine) e Giga Janelidze (a Napoli) e in ingresso sono arrivati tre veterani e volti ben noti in A, come l’ex Pistoia Deron Washington, Richard Hickman e Riccardo Cervi.
Un cambiamento che, al momento, permette a coach Eugenio Dalmasson di far riposare uno straniero ogni domenica tra i sette a sua disposizione. Nelle ultime due gare, a inizio febbraio, complici anche situazioni di infortuni, sono rimasti fuori una volta Peric e una volta Cooke. La scorsa settimana era anche scoppiato il caso Akil Mitchell, rientrato in ritardo dagli impegni con la nazionale panamense, per di più senza avvertire nessuno in un primo momento. Un pasticcio risolto, a quanto sembra, con una multa al giocatore.
IL QUINTETTO
Il playmaker titolare è l’italo-argentino Juan Fernandez, già visto in Italia con Brescia dal 2013 al 2016 e in casacca biancorossa dal 2017. In questa stagione il regista classe ’90 e nativo di Rio Tercero viaggia a 8,6 punti e 3,4 assist in 21,7’ di utilizzo medio. La guardia titolare è Kodi Justice, cecchino di Mesa (Arizona), che in Europa ha debuttato lo scorso anno prima con i russi del Parma Perm e poi giocando cinque partite con i polacchi dello Zielona Gora. Giocatore di sistema, a inizio campionato ha fatto un po’ di fatica, ma adesso il suo rendimento è cresciuto, come dimostrano gli 8,9 punti in 21,5′, tirando con il 32,1% da tre punti. L’ala piccola è DeQuan Jones, ex Cantù e Orlando Magic (63 gare e 3,7 punti di media nell’annata 2012-2013). A Trieste è l’unico dei biancorossi a viaggiare stabilmente in doppia cifra (13,5 punti a gara in 27,8′), rappresentando quindi la prima opzione dei suoi a livello offensivo. L’ala grande titolare è il veterano Hrvoje Peric. Croato, classe ’85, a Trieste è arrivato la passata stagione, trascinando i biancorossi ai playoff con i suoi canestri. Giocatore solido, affidabile, in questo campionato ha avuto un avvio complicato e qualche guaio fisico, ma per lui ci sono sempre 9,9 punti e 4,5 rimbalzi in 21,8′). Il pivot titolare è Akil Mitchell, probabilmente una delle sorprese più interessanti di questa stagione. Classe ’92, originario di Charlotte, prodotto dell’università della Virginia, nella sua carriera ha già girato mezzo mondo mettendo insieme apparizioni in G-League, Nuova Zelanda ed Europa. Lo scorso anno era in Francia al Boulazac, quest’anno alla corte di Dalmasson garantisce 9,5 punti e 7 rimbalzi in 25,1’ di utilizzo ogni domenica.
LA PANCHINA
La forza di Trieste è anche in una panchina che propone tante soluzioni. Tra queste spiccano due americani esperti come Deron Washington e Richard Hickman, arrivati per risolvere i guai di classifica dell’Alma. In cinque partite, l’ex Pistoia produce 9,8 punti e 4,2 rimbalzi 24,6′, mentre l’ex Casale, Milano e Pesaro ha giocato quattro gare con 8 punti e 2,8 assist in 21′, a cui sommare anche 3,8 palle perse. Il plotone italiano invece può contare su assolute garanzie come l’esperto Daniele Cavaliero (5,9 punti e 2,3 assist in 19,9′), il combattivo Matteo Da Ros (5,2 punti e 3,1 rimbalzi in 18,6′), Riccardo Cervi (4,3 punti e 3 carambole in 12′) e capitan Andrea Coronica (1,4 punti in 7,2′). Per questa partita dovrebbe restare fuori dalle rotazioni Derek Cooke. Classe ’91, è un giocatore esperto che ha costruito quasi tutta la sua carriera in G-League, collezionando fugaci apparizioni in Nuova Zelanda e Grecia. A Trieste, in 16,5’ di impiego, porta alla squadra 5,5 punti e 6,3 rimbalzi.
L’ALLENATORE
La forza di questa squadra risiede anche nella panchina dove il comandante Eugenio Dalmasson insegna basket senza curarsi del tempo che passa. Lui, nella città al confine dell’Italia, c’è arrivato nel 2010 e il suo lavoro ha pian piano riacceso l’entusiasmo di una piazza che ama la pallacanestro e che ha imparato ad apprezzare e a fidarsi ciecamente del suo condottiero. Del resto la carriera di Dalmasson parla per lui e la gavetta l’ha fatta tutta, passando però pure da piazze prestigiose come Firenze, Vicenza, Vigevano e Venezia. Lo scorso anno ha guidato la squadra al prestigioso traguardo dei playoff ed è stato il perno da cui ripartire durante il burrascoso risveglio dopo i guai giudiziari dell’ex presidente Scavone. Il rinnovo triennale firmato da coach Dalmasson in estate è stata la prima pietra da cui il club friulano ha iniziato a costruire il proprio futuro. Durante l’avvio burrascoso anche lui è finito sul banco degli imputati, salvo ricevere piena fiducia dalla società che ha preferito cambiare giocatori piuttosto che il suo timoniere.


