Pistoia Basket, Carrea: «Emotività disturbata da mille pensieri. Ora voglio stare a casa»

Il coach del Pistoia Basket ha commentato la sconfitta di Trieste: «I giocatori sanno che le condizioni imposte dal governo non sono rispettabili sul campo»

«Avevamo degli equilibri da ritrovare e questo primo test ufficiale ha dimostrato che la strada è ancora lunga. Bisogna lavorare sia in difesa che in attacco». Michele Carrea ci prova per un attimo ad analizzare quello che tecnicamente non ha funzionato a Trieste, con il Pistoia Basket sconfitto 97-80. Ma l’attenzione del coach dell’OriOra si sposta inevitabilmente sul lato emotivo e sulle difficoltà di giocare in queste condizioni. «Ci sono state ovviamente delle criticità nel percorso di crescita. Mi riferisco allo stare cosi fermi senza scendere in campo e nel frattempo ricevere delle notizie che preoccupano tutti – sottolinea l’ex Biella – Questo tema non può non essere tenuto di conto. I giocatori continuano a dare massima disponibilità, nei limiti di un’emotività che non è più interamente rivolta alla pallacanestro, ma che è disturbata da mille pensieri. Quelle che vanno sul parquet sono prima di tutto persone tutt’altro che stupide: sanno che le condizioni che il governo ha imposto nella vita quotidiana non sono rispettabili su un campo da basket e questo è per loro elemento di preoccupazione».

Alle dichiarazioni post gara, coach Carrea ha fatto seguire anche un lungo messaggio su Facebook. «Voglio tornare a casa, essere con la mia famiglia, a Pistoia…vorrei esprimere vicinanza a quella che ho a Milano e capire come posso aiutarli da lontano – scrive il coach del Pistoia Basket – E se la cosa più utile da fare è stare a casa ok, voglio stare a casa. Voglio che i miei ragazzi possano tornare a casa, senza infrangere regole o sentirsi sbagliati. Sì lo so che tanti lavorano e corrono rischi, ma io alleno il basket, e lo amo alla follia ma mi permetto di pensare che ora, magari, è meglio stare a casa. Sì oggi abbiamo giocato male e ci dispiace. A me di più perché credo sia stata colpa mia, io credevo con tutto me stesso che ora fosse giusto stare a casa! Ora non so per quanto non ci vedremo, ma non giudicateli, eravamo in un palazzetto vuoto, a giocare senza emozione. Ci abbiamo provato senza testa, ma voi lo avete visto quanto amiamo quello che facciamo, oggi provate a capire che non siamo riusciti a trovare la nostra emozione…che vorremmo essere a casa, fare le cose giuste, tutti…così poi possiamo davvero tornare a GIOCARE».

Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Onesto praticante e attento osservatore del mondo della pallacanestro, è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista pubblicista dall'aprile 2019, collabora con Bisenziosette, Quotidiano Nazionale e Nazione. Redattore di Pistoia Sport.


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