Lo sport ai tempi del coronavirus, tra paura e normalità

Lo sport nazionale si ferma dopo un weekend surreale. Pistoia Sport prova a raccontarvi anche questo, coltivando la normalità

In un weekend surreale, con lo sport azzerato e la paura per il contagio dilagante, c’è chi è stato costretto a giocare. Esatto, proprio così, mentre tutto era fermo, mentre si decideva di sospendere anche i campionati più importanti, il Pistoia Basket e il Montecatini Basketball sono scesi in campo domandandosi perché loro sì e altre squadre dei rispettivi campionati o di altri sport no.

Il gioco è lo stesso e le problematiche identiche, eppure le due squadre a spicchi più importanti della nostra provincia hanno fatto eccezione. Tralasciando l’aspetto tecnico, secondario in questo momento, hanno fatto tutti il proprio lavoro, andando in campo ma portandosi nel cuore la paura.

Lo ha fatto Pistoia, che ha giocato mentre già si diffondeva la voce che il giorno successivo le altre non lo avrebbero fatto. Lo ha fatto Montecatini che con costi enormi e disagi ancora più grandi ha dovuto trovare un volo in meno di 24 ore per organizzare una trasferta lunga e sfiancante che li ha portati a decollare da Firenze domenica mattina, arrivando in Sicilia per giocare una partita di pallacanestro mentre a tutto il resto del monto veniva detto in ogni modo e in ogni lingua di starsene chiusi in casa.

Sportivi di alto livello, professionisti, ma anche e soprattutto persone e uomini come tutti noi, che si preoccupano per gli affetti che hanno a casa, che si sentono spaventati e confusi come molti di noi. Ci hanno regalato, almeno per alcune ore, un po’ di normalità, arrabbiandoci o esultando come ogni fine settimana.

Lo hanno fatto, pur non avendone voglia, pur percependo già dai palazzetti deserti e dal clima surreale di controlli e divieti che quello non era il loro e il nostro basket. Ha prevalso la logica del panem et circenses, ma così è altro, non quello che dovrebbe essere, non è quello che tutti vogliamo.

Pistoia Basket e Montecatini Basketball hanno obbedito, pur non volendo, piegandosi a scelte e logiche che di sensato hanno poco. Sarebbe bello poter abbracciare uno ad uno questi ragazzi, ringraziarli per questo weekend e per tutto quello che hanno vissuto e subito, ma al tempo del Coronavirus non è più possibile.

Allora, l’abbraccio, diamoglielo simbolico, anzi diamocelo simbolico tra tutti noi. Da oggi certamente apprezzeremo di più quei piccoli gesti, quelle cose scontate ma che in fondo già ci mancano e ci fanno battere forte il cuore. Il poter esultare per una tripla, l’abbracciare il vicino sconosciuto dopo una schiacciata che chiude la partita, il cinque ricevuto da un giocatore a fine gara o anche semplicemente il sorriso di ciascuno di noi quando la palla vola in cielo e c’è un palazzetto pieno, pronto a tifare per quaranta minuti. Badate bene, lo stesso vale per il calcio e per qualsiasi altro sport nella nostra provincia, niente e nessuno escluso.

Anche noi, nel nostro piccolo, come Pistoia Sport, ci troviamo travolti da tutto questo. Abbiamo dovuto rinviare i Pistoia Sport Awards, un evento a cui abbiamo lavorato con enormi energie ed impegno per oltre un mese e fondamentale anche per il nostro progetto editoriale, sotto ogni punto di vista.

Ora però c’è qualcosa di più importante, per il bene di tutti c’è da stare un po’ più lontani e anche fermi se necessario, anche a costo di chiudere qui le stagioni sportive di tutti i campionati e di tutti gli sport. Noi proveremo comunque a raccontarvi lo sport, il nostro sport pistoiese, ai tempi del Coronavirus. Abbiamo la pretesa e il sogno di essere, ora più di prima, una piazza virtuale in cui tenere vivo l’entusiasmo e l’attenzione sullo sport in tutte le sue forme e in tutte le sue sfaccettature. In attesa di ripartire, tutti insieme, quando sarà possibile e sarà giusto farlo.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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