Il cestista del Lella Pistoia, Alessandro Manfra, ha lasciato casa a fine gennaio per volare in Spagna: «Qui il Coronavirus è stato sottovalutato. Spero di tornare in Italia»
«Stare lontano dalla mia famiglia e dalla mia ragazza non era facile prima, figurarsi adesso. Da quando è scoppiato tutto questo, nessuno è più tranquillo: spero di tornare a casa, così da riportare un po’ di serenità ai miei affetti». Alessandro Manfra ha lasciato Pistoia e il Lella Basket di serie D a fine gennaio per vivere l’esperienza Erasmus in Spagna, per la precisione a Granada. Un posto tranquillo e accogliente per un giovane come lui. Ma il 22enne non si poteva di certo immaginare che, a un mese e mezzo di distanza dal suo arrivo in terra iberica, si sarebbe ritrovato in una situazione di totale caos, a causa dell’emergenza Coronavirus.
«Purtroppo il problema qua è stato trattato con sufficienza e non capisco perché. Vedendo cosa stavo succedendo, avrebbero dovuto prendere prima provvedimenti – il pensiero del classe ’97 – Siamo a 4000 casi e solo ora hanno scelto di chiudere scuole ed università, e nemmeno in tutte le regioni». In queste ore frenetiche, Alessandro sta aspettando con ansia novità riguardo a un suo possibile riapprodo in patria.
«Il ministero degli Esteri e la Farnesina stanno pensando di organizzare dei viaggi di rientro per noi studenti Erasmus, ma è ancora tutto in forse, non sappiamo praticamente nulla – il racconto del ragazzo – In ogni caso, le nostre esperienze Erasmus non si concluderebbero definitivamente e, appena possibile, dovremmo fare ritorno nel paese ospitante».
Un paese, la Spagna, dove Alessandro ha trovato il modo anche di continuare a giocare a basket. «Prima che succedesse tutto ciò, mi trovavo bene, conducevo una vita normale e stimolante, anche perché qua l’Università è proprio un’altra cosa, anni luce avanti a quelle italiane. Infatti è proprio grazie a questa che sono riuscito a entrare in una squadra e ad allenarmi con buona costanza. Sono sceso anche in campo nel torneo universitario: si tratta di una competizione a 16 squadre (tutte le facoltà), molto stimolante e di buon livello».



