Le tifoserie di Pistoiese e Pistoia Basket uniscono le forze per aiutare il Comune di Pistoia ad imbustare le mascherine da consegnare ai cittadini
Se, come dicono, gli amici si vedono nel momento del bisogno si può affermare con certezza che la città di Pistoia ha due amici fidatissimi: la Baraonda Biancorossa e la Curva Nord Pistoia. I due gruppi di tifo pistoiese si sono infatti unite martedì 7 e mercoledì 8 aprile per imbustare le 680.000 mascherine arrivate dalla Regione Toscana al Comune di Pistoia.
«L’iniziale mancanza di volontari – spiega Tommaso Della Rosa, ex componente della Baraonda e attualmente nello staff di coach Carrea al Pistoia Basket – ha mobilitato i ragazzi che hanno chiesto subito al sindaco se fosse possibile aiutare la città in questo momento di bisogno. Il primo cittadino ha accolto a braccia aperte la nostra richiesta ed è per questo che ieri pomeriggio e stamani siamo andati alla cattedrale ad imbustare le mascherine per i domiciliati nel comune di Pistoia».
Alle parole di Tommaso fa eco un altro membro della Baraonda Biancorossa, Francesco Abbri: «Appena saputo della nostra volontà di partecipare a questo progetto anche i ragazzi del “Melani” si sono interessati e resi disponibili nell’immediato per far capire quanto importante sia per noi la città di Pistoia».
I piani sono cambiati in corso d’opera: inizialmente erano stati stabiliti dei punti di ritiro per i cittadini del comune di Pistoia, ma poi le varie polemiche hanno fatto tornare il Sindaco sui suoi passi attivando così il servizio porta a porta.
Sia Abbri che Della Rosa però ci tengono a precisare: «Noi ci eravamo resi assolutamente disponibili anche per dare una mano a consegnare le mascherine porta a porta in tutta la città di Pistoia. Però il comune ci ha risposto che di questo se ne sarebbero occupate le associazioni di volontari veri e propri quali Misericordia e Protezione Civile».
Infine un doveroso pensiero a quella Curva Pistoia che, da pochi giorni, è stata chiusa definitivamente per la stagione 2019/2020. Della Rosa ammette: «Io non ne faccio più parte però devo dire che vedere ancora tanti amici lì dopo anni che continuano a stare uniti per sostenere la squadra è bello. È diventato un qualcosa che va al di là dello sport, è un gruppo unito che c’è sempre stato e ci sarà sempre. Diciamo che è la dimostrazione che il Pistoia Basket negli anni qualcosa ha costruito anche fuori dal campo».
Anche Francesco Abbri è dispiaciuto riguardo la sospensione del campionato ma prova comunque a vedere il bicchiere mezzo pieno: «Il dispiacere c’è ed è tanto, anche perché per tanti di noi la curva è motivo di aggregazione per passare qualche ora insieme. Però adesso stiamo facendo qualche diretta sui social per passare del tempo e per rimanere in contatto».
Anche la Curva Nord Pistoia, tramite Christian Pecchi, si unisce alla voce della Baraonda. Pecchi ci spiega infatti che :«Ultimamente, a differenza di qualche tempo fa, i rapporti con la Baraonda sono migliorati ed è successo svariate volte di aiutare la città dato che avevamo unità di intenti. Anche in questo caso abbiamo saputo tramite internet e tramite qualche ragazzo della Baraonda della possibilità di aiutare la città e quindi anche noi ci siamo messi in contatto con il sindaco per avere l’ok».
Anche alla Pistoia calcistica però manca il raduno della domenica sui gradoni dello stadio per passare una giornata insieme e per sostenere la squadra: «In un periodo come questo lo stadio, ed il gruppo di ragazzi – spiega Pecchi – mancano veramente tanto! Ormai per tutti noi quelle persone sono una seconda famiglia. Manca senza dubbio anche la squadra però ecco, quello che abbiamo creato noi è qualcosa di veramente speciale che va al di là dei giocatori e della società. Lo facciamo per rappresentare la città in tutte le trasferte d’Italia»



