Bongi a cuore aperto: «Il basket per Pistoia risorsa fondamentale, a prescindere dalla categoria»

Un Fabio Bongi a 360 gradi quello che ha parlato ai nostri microfoni del presente e del futuro della pallacanestro a Pistoia

«L’augurio che mi faccio è quello che il periodo che stiamo attraversando ci serva per capire quanto siamo stati fortunati in queste stagioni a partecipare alla A1, ma soprattutto ad avere il basket nella nostra città. A prescindere dalla categoria, la pallacanestro a Pistoia rappresenta una risorsa fondamentale». Fabio Bongi non è solo il vice allenatore dell’OriOra, ma ne è pure uno dei primissimi tifosi. Quello nei confronti del basket della sua città è un amore genuino, viscerale e cementato sempre più negli anni.

Anni in cui allenatori, giocatori, dirigenti si sono alternati, ma Bongi è rimasto. Anni ricchi di soddisfazioni, ma anche di dolori, come la scorsa annata, nella quale si vedeva quanto il buon Fabio, che ha avuto anche la chance di debuttare in A1 da head coach, soffrisse in panchina per una squadra che proprio non ne voleva sapere di uscire dalle sabbie mobili in cui stava sprofondando. «Mancavano i risultati, ma il gruppo non era disunito, anzi – sottolinea l’assistente di Michele Carrea – Purtroppo, quando perdi tante partite, vengono a mancare la fiducia e la tranquillità, un po’ come è successo all’inizio di questo campionato, durante il quale comunque abbiamo continuato a lavorare e piano piano le prime vittorie sono arrivate». Così come la risalita in classifica, perché – non dimentichiamocelo – al momento dello stop definitivo, il Pistoia Basket era virtualmente salvo. «La squadra stava cominciando a raccogliere quanto seminato sin da agosto. Rimane un po’ di amaro in bocca per non essere riusciti a dimostrare in questo finale di campionato che potevamo difendere la categoria sul campo. Sarebbe stata una lotta veramente difficile, ma ce la saremmo giocata. Per il resto, dispiace perché con questo gruppo si lavorava bene, sia a livello di giocatori che di staff».

Questo anche grazie al carattere di Carrea, che Bongi definisce «un professore di pallacanestro. Ho imparato tanto da lui: quest’anno è stato molto stimolante. Di Michele ho apprezzato la straordinaria dote di sapere ascoltare. Fra di noi c’è stata totale onestà su quello che andava bene e su quello che invece non funzionava, così da rendere il lavoro il più performante possibile. Mi sono trovato a mio agio sia con Michele che con Marco (Sambugaro, ndr)».

Bongi spende parole importanti anche per un altro protagonista della stagione biancorossa come Zabian Dowdell. «Un ragazzo fantastico. Ha avuto delle difficoltà sul campo, ma a livello umano ha dato un contributo incommensurabile. Credo che nessuno possa rimproveragli nulla: è stato un vero professionista sino all’ultimo secondo in cui ha vestito la nostra maglia». Ossia in occasione della gara casalinga contro Reggio Emilia, che rappresenta una delle istantanee più belle della stagione. «Ce ne sono tante. La vittoria con Venezia ci ha dato grande consapevolezza. Quella a Roma la ricordo con altrettanto piacere perché la prima fuori casa della stagione – dice Bongi – E’ stato un momento importante, un successo figlio del desiderio da parte dei ragazzi di credere fino in fondo e che ha fatto capire a tutti che Pistoia era sulla strada giusta».

Una strada che, secondo il vice coach biancorosso, come proseguirà nella prossima stagione? «Spero che Pistoia mantenga la propria dimensione, da stabilire a seconda di quelle che saranno le possibilità. Evitiamo voli pindarici. Chiedo alla gente e agli appassionati di seguire il percorso che la società deciderà di intraprendere. La pallacanestro in questa città è una risorsa fondamentale, a prescindere dalla categoria. Non dimentichiamoci – conclude Bongi – di quanto siamo fortunati a poter contare sul basket. Basta ripensare al dolore che abbiamo provato alla scomparsa della vecchia Olimpia: è stata una ferita atroce. Negli ultimi anni ho avvertito un po’ di superficialità, come se la A1 a Pistoia fosse una cosa scontata. Non lo è e bisognerebbe essere fieri di poter vedere i nostri giocatori sfidare squadroni del calibro di Bologna, Milano e Venezia. Questo dovrebbe portare tutti ad aver un trasporto incredibile, grazie al quale la società si sentirebbe ancora più forte, perché saprebbe di avere un’intera città alle proprie spalle».

Francesco Bocchini
Francesco Bocchini
Onesto praticante e attento osservatore del mondo della pallacanestro, è laureato in Scienze della Comunicazione all'Università di Bologna. Giornalista pubblicista dall'aprile 2019, collabora con Bisenziosette, Quotidiano Nazionale e Nazione. Redattore di Pistoia Sport.

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