Anche Lorenzo D’Ercole, guardia del Pistoia Basket, un po’ rammaricato dal finale anticipato «Eravamo un grande gruppo, ma è giusto così»
Il presente è senza basket, il futuro è una parola così indefinita anche in ambito sportivo che è difficile pensarci. Il passato, recente, è oscurato dalla non fine di una stagione che Lorenzo D’Ercole aveva voluto fortemente, arrivando a Pistoia dopo un lungo giro d’Italia sottocanestro. Eppure gli otto mesi passati insieme al Pistoia Basket sono stati intensi e al di là del lato agonistico (“nel complesso gli dò una sufficenza”), c’è stata quella condivisione totale con un gruppo granitico che comunque rimane.
«Quando penseremo a questo campionato tra qualche anno – dice D’Ercole – tutto ci farà pensare a quello che è successo, alla pandemia, al dramma che stiamo vivendo. Ma su quello che stavamo facendo, penso che dopo le difficoltà iniziali, abbiamo dimostrato una gran voglia di uscire dai momenti complicati e un grande attaccamento. Questo perché tutti ci tenevamo a raggiungere l’obiettivo e stavamo bene insieme, ci divertivamo non solo in campo».
Un “capitale umano” super. E un capobanda sempre presente per tutti, che risponde al nome di Gianluca Della Rosa. Lollo D’Ercole, 32 anni e tanta esperienza di Serie A, dà i meriti al capitano, ben più giovane di lui, evidenziando quelle caratteristiche che ne fanno un soldato prezioso in campo e un uomo squadra: umiltà e altruismo. «Grandi meriti di aver tenuto il gruppo unito – dice l’esterno di Larciano – sono di Gianluca. In questo è stato un gran capitano. Poi anche il coach ha i suoi meriti nell’averci sempre tenuti concentrati, nel non farci prendere dallo sgomento dopo quell’inizio drammatico. Ma se c’era da tenere alto il morale della ciurma, molto è merito degli scherzi di Della e Quarisa».
Lo 0-6 iniziale il momento più brutto, la vittoria liberatoria con Trieste quello più bello. «Ma anche la vittoria di Roma – continua – la prima fuori casa che ci aveva dato molta fiducia».
Papà di Emma; studente al secondo anno di Scienze Motorie sperando in una specializzazione in Managment dello Sport, professionista serio che continua come può ad allenarsi: le cinquanta sfumature del D’Ercole in quarantena disegnano giornate piene nell’attesa di capire come ripartirà il basket la prossima stagione.
«Il futuro? – dice l’esterno dell’OriOra – È una parola indefinita per tutti in questo momento. Stiamo vivendo una situazione nuova, estremamente difficile. Penso che sarà davvero fondamentale per il basket italiano, sperando che ad agosto si riparta, vedere al via dei campionati tutte le squadre che c’erano quest’anno e ben solide. Ripartire con dei dubbi che non aiuterebbero nessuno. Penso che la Legabasket e la Federazione debbano garantire una ripartenza con la solidità adeguata al movimento».
Un appello importante quello del D’Ercole sindacalista, ruolo che gli si addice visto il suo noto sguardo impegnato sul mondo che certo per lui non si ferma alla porta di un palazzetto.
E i giocatori che ruolo avranno nella ripartenza? Dovranno fare la loro parte di sacrifici? «Economici, s’intende? – capisce subito dove vuole andare a parare la domanda, Lollo D’Ercole – Li abbiamo già fatti in questa stagione, andando incontro alle società con un accordo di massima tra la Giba (sindacato giocatori) e la Legabasket. Penso che nella prossima stagione ci saranno riduzioni di budget in tante se non in tutte le società, tranne forse Milano. Ne siamo consapevoli ma proprio per questo la solidità deve essere la chiave per tutti».
In questo futuro indefinito, il desiderio sarebbe ripartire per finire il percorso iniziato con Pistoia? «Penso che sia prematuro – dice ragionevolmente la guardia toscana – Tutte le società ora hanno altre preoccupazioni rispetto a quali giocatori firmare. Certo Pistoia per me sarà sempre una squadra diversa dalle altre. Abito qui vicino, la tifavo da piccolo e c’è un legame particolare».



