I gruppi podistici che hanno preso parte al “Di corsa per il San Jacopo” consegneranno la mattina del 2 maggio la somma raccolta al dottor Capecchi
«Abbiamo voluto dare una risposta, concreta e con il sorriso sulle labbra, a tutti coloro che in queste settimane difficili hanno additato i podisti come nemici dell’umanità», racconta Massimo Manetti, vice presidente dell’Asd Porciano di Lamporecchio. La sua società, infatti, è l’ideatrice del progetto “Di corsa per il San Jacopo”. L’iniziativa prevedeva che tutti i partecipanti che avrebbero preso alle quattro modalità di corse virtuali – 5, 10, 21, e 42 chilometri – avrebbero versato 1 euro per ogni chilometro percorso. Un progetto che ha trovato subito grande adesione nel territorio pistoiese tanto che in poco più di dieci giorni si sono raccolti quasi settemila euro. «Anche al nostro interno erano nate delle discussioni – ha proseguito – e in una delle innumerevoli chat la nostra compagna di squadra Silvia Markovina ha messo tutti d’accordo con questa bella proposta».
Come detto il progetto “Di corsa per il San Jacopo” ha avuto un vasto successo in zona incontrando subito la collaborazione del gruppo podistico “La Stanca” di Valenzatico alla quale sono si sono aggiunte in breve tempo anche la Montecatini Marathon, Atletica Montecatini, Molin Nuovo Ponte Buggianese Pittini e Aletica Borgo a Buggiano, le pistoiesi Cai, Silvano Fedi, PCA Hitachi, Atletica Casalguidi, Podistica Aglianese, Podistica Quarrata, Avis Copit. A queste società di zona si è aggiunta anche l’Atletica Vinci.
L’iniziativa terminerà la mattina di sabato 2 maggio alle ore 10 all’ingresso del San Jacopo con alcuni rappresentanti delle società che consegneranno i 6638 euro nelle mani del dottor Leonardo Capecchi. Questa ingente somma servirà per acquistare 15 stazioni porta monitor per diagnostica, richiesti dall’ospedale e già ordinati all’azienda fornitrice.
«Chiaramente non abbiamo controllato che ogni partecipante abbia coperto la distanza per intero – racconta Luciano Giovannini del Cai Podismo di Pistoia – ma so per certo che in tanti hanno coperto realmente quelle distanze e che qualcuno si è spinto addirittura oltre! Comunque l’importante – conclude Giovannini – era la donazione e su questo possiamo dirci molto soddisfatti».



