Gaddo Castelli, nuovo Team Manager del Wolf Basket Pistoia, commenta felice il suo nuovo ruolo «Una società giovane e seria con ambizioni ben precise»
La società Wolf Basket Pistoia conferma, ancora una volta, le sue intenzioni a voler diventare – nonostante la giovane età – una società di riferimento nella provincia di Pistoia. Ed è proprio per questo motivo che pochi giorni fa ha annunciato l’ingaggio di Gaddo Castelli come nuovo Team Manager.
Gaddo Castelli è un volto noto nello sport pistoiese con un percorso cestistico importante alle spalle. «Durante la carriera – ci spiega – non ho mai pensato di fare l’allenatore o il dirigente. Avevo un carattere troppo irruento». Ma la chiamata dell’amico, nonché coach del Wolf Basket, Alessandro Capecchi ha fatto cambiare idea a Castelli che ha deciso di prendere la palla al balzo per rituffarsi nel mondo della pallacanestro.
Una società importante al cui interno sono presenti molte persone che conosci, quali sono state le sensazioni dopo aver accettato questa proposta inaspettata del Wolf Basket Pistoia?
«A dire il vero, Alessandro (Capecchi, ndr) me lo aveva già proposto scherzosamente più di un anno fa. Poi, pochi giorni fa, mi ha telefonato dicendomi “Allora? Vieni a darmi una mano al Wolf?”. Mi ha colto di sorpresa perché in un periodo del genere stavo pensando a tutto tranne che al basket, però allo stesso tempo mi ha beccato in un momento in cui la voglia di dedicarmi alle mie passioni extra lavorative si è riaccesa ed è quindi stato bello potersi riavvicinare a questa passione che mi accompagna da quando sono bambino».
Durante la tua carriera c’è stato un momento (o più di uno) in cui hai pensato di gettarti nel basket da dirigente?
«Innanzitutto ci tengo a dire che il mio è stato un percorso che mi ha permesso di conoscere tante persone e di vivere momenti bellissimi, ma non parlerei di carriera. Questa parola si usa per chi ne ha fatto una professione del basket. Comunque no, non avevo mai pensato a questo. Per il ruolo di allenatore o dirigente serve essere un po’ meno irruente rispetto a me – dice sorridendo – io invece ho sempre avuto un atteggiamento molto sanguigno. Poi chiaramente si cresce e si cambia e quindi si capisce che ci si può confrontare con qualcosa in maniera meno irruenta e con più pacatezza»
Questo nuovo, ed inaspettato ruolo, è un qualcosa che hai fatto per Wolf oppure è un percorso che ti piacerebbe percorrere anche in maniera professionale tra qualche anno?
«Ho intrapreso questo percorso pochi giorni fa ed ancora, vista la situazione, siamo in piena fase embrionale quindi è veramente difficile sbilanciarsi dato che ancora non so bene quello che mi attende. Diciamo che per adesso per me deve essere uno svago dalla routine quotidiana ma soprattutto ho intenzione di aiutare Alessandro e Caterina (Vannacci, ndr) a costruire questo progetto. Un’altra cosa a cui tengo tanto, e che ho sempre fatto quando giocavo, è quella di riuscire ad avere un rapporto paritetico con i ragazzi. Mi piacerebbe che si rapportassero a me senza problemi, nello stesso modo con cui lo fanno con i loro coetanei»
Parlando con la società Wolf: che progetti ti hanno presentato per il futuro?
«Consideriamo sempre che stiamo parlando di una società molto giovane che Alessandro ha fondato con l’idea di dare uno sbocco a tutti quei ragazzi che dopo le giovanili avrebbero potuto avere problemi a trovare una prima squadra. Da questo poi, grazie alle conoscenze di Capecchi, è nata una squadra ambiziosa e nell’anno che è appena terminato i ragazzi hanno avuto una crescita importante da inizio campionato. Quindi direi che, per una società giovane composta da una squadra che ha un’età media molto bassa, l’obiettivo principale è quello di crescere. E per gente, come me, che ha sempre giocato con idee molto chiare e decise è molto stimolante trovare una società con un progetto serio e ben delineato».


