Il numero uno del Pistoia Basket: «Stiamo valutando pro e contro di ogni tipo di scelta. Carrea e Sambugaro? Hanno sposato il progetto, a prescindere dalla categoria»
«Cosa potrebbe succedere da qui a lunedì? Potremmo trovare un main sponsor, ma è improbabile. Il problema è ottenere in tempi stretti i soldi di cui abbiamo bisogno. Per stare tranquilli servirebbe mezzo milione. Lunedì comunque annunceremo la nostra decisione». Massimo Capecchi non si è nascosto davanti alle telecamere di Tvl: il presidente del Pistoia Basket ha tracciato la riga a pochissimi giorni dalla scadenza del 15 giugno, quando la società sarà chiamata – eventualmente – a comunicare alla Federazione il riposizionamento in A2.
«Questo doveva essere un anno di risanamento e, complice lo stop del campionato, non lo è stato. Non è facile ripartire e pianificare la prossima stagione, anche perché in questo momento siamo senza main sponsor – ha sottolineato il numero uno biancorosso – Non sappiamo quando e se i palazzetti riapriranno. Stiamo cercando di valutare i pro e i contro di una decisione comunque difficile da prendere. Mantenere la A1 rappresenterebbe un salto nel buio, mentre auretrocedersi in A2 sarebbe doloroso, alla luce della fatica che abbiamo fatto per salire. La terza via? Se decidiamo di aspettare fino al 31 luglio vuol dire che pensiamo di avere delle possibilità, che poi potrebbero anche non maturare».
La scelta, a prescindere da quella che sarà, nasconderà delle incognite non da poco. «Gli sponsor che ci sono adesso, nel caso in cui dovessimo andare in A2, non garantirebbero lo stesso aiuto economico, alla luce del minore appeal della categoria. Cerchiamo la soluzione che ci dia più tranquillità, perché onestamente le ultime due stagioni sono state estremamente difficili – ha ammesso Capecchi – Io sono in una posizione difficile, perché sono innamorato di Pistoia e del basket, ma qualcuno deve prendere una decisione. Rapporto con il Comune? L’amministrazione ha stanziato una somma importante per rimettere a norma il PalaCarrara. Per quanto riguarda l’annata che verrà, c’è da definire ancora un accordo: la struttura rappresenta un costo esoso per noi».
A proposito di costi: quant’è la differenza effettiva fra A1 e A2? «A livello di budget ci attestiamo su un 50% in meno. Tante squadre hanno preannunciato un ridimensionamento. Ma un conto è parlare del 30% in meno partendo da certe cifre e un altro è farlo con le nostre. Credito d’imposta? Il Governo ne discute da tanto e sembra che arriverà. Ma un discorso è averlo al 20 maggio, un altro è averlo ben più avanti. Durante il Consiglio di Lega ho fatto presente come, proprio per questo motivo, la data del 15 giugno fosse prematura, anche perché il Governo dice che l’emergenza Covid-19 terminerà il 31 luglio».
In questo oceano di incertezze, il Pistoia Basket qualche sicurezza in mano pare comunque avercela. «I giocatori sotto contratto sono Della Rosa, Querci, Riismaa, Landi e Wheatle, anche se con questi ultimi due c’è la possibilità di uscire dall’accordo. Per quanto concerne le posizioni di Carrea e Sambugaro, anche loro hanno un contratto garantito per il prossimo anno. Con Marco mi sento quasi più che con mia moglie…Abbiamo parlato recentemente anche con il coach, facendogli presente che esiste la doppia possibilità. Ma sia Carrea che Sambugaro hanno sposato il progetto, a prescindere dalla categoria».


