Capostrada, ecco Luchetti: «Obiettivo? Esportare il modello ai vertici»

Tra le più attive sul fronte delle mosse societarie, il Capostrada del ds Flori dopo aver annunciato il ritorno tra i dilettanti batte un altro colpo

Dopo il ritorno tra i dilettanti, inizia a delinearsi l’organico del nuovo Capostrada che in settimana ha nominato come allenatore Gionata Luchetti, coadiuvato nel lavoro da Leonardo Campigli.

In un comunicato apparso sulla pagina Facebook della società viene tracciata la carriera del neo mister: classe 1978, ha ricoperto in passato il ruolo di ds degli Juniores dei Giovani Rossoneri e lì è nata la sintonia con Federico Flori, attuale direttore sportivo proprio del Capostrada. Gionata ha inoltre allenato nelle ultime stagioni Spazzavento e Tempio Chiazzano mentre da calciatore ha vestito anche le maglie di Montecatini e Aglianese.

Si confessa subito Luchetti: «Allenare il Capostrada è una sfida sicuramente stimolante che ho accettato quando ho compreso che il progetto sarebbe stato quello di dare una possibilità ai ragazzi, alla generazione dei ventenni, troppo spesso indicata come non determinata, non affidabile. Il mio obiettivo sarà quella di puntare su questi giovani che vogliono rimettersi in pista dopo che non hanno trovato opportunità nelle categorie superiori e dargli una seconda chance».

«L’obiettivo mio è di replicare quanto di buono ha fatto in questi 30-40 anni il Capostrada, applicando ed esportando il suo sistema anche in una prima squadra, non tanto per quanto riguarda i successi, ma nel modo di fare calcio. Quì ci sono persone competenti che lavorano con passione, con dedizione per costruire un qualcosa che gradualmente si possa espandere: ecco perchè io che sono un idealista ci sono andato a nozze!».

«Non posso negare che le difficoltà saranno numerose: tantissimi giovani sono stati fermi a lungo e la maggior parte di loro sono stati contattati telefonicamente senza effettuare una conoscenza più approfondita; inoltre creare una squadra così da zero non è mai facile, specialmente in una società come il Capostrada che non ha gli juniores. L’avventura però mi stuzzica e non vedo l’ora di ricominciare perchè uno come me in che in passato ha ricoperto ogni ruolo – da dirigente a guardalinee – tornare sulla tolda di comando in panchina è un piacere unico e una soddisfazione che ha addolcito questo periodo buio».

Matteo Mori
Matteo Mori
Assurdo amante della storia (da prenderci due lauree) e del calcio (da confondere van Basten con van Gogh), da anni si occupa di pallavolo toscana dedicandole con devozione i sabati da ottobre a maggio


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