L’ex capitano del Pistoia Basket non è rimasto indifferente alla notizia dell’autoretrocessione in A2 dei biancorossi: «Curioso di scoprire il nuovo progetto»
«Il sentimento prevalente? Confesso un po’ di amarezza, visto che sono stato partecipe della promozione in A1, che paragono alla vittoria di uno Scudetto. Se la società ha preso questa decisione significa che allo stato attuale delle cose non è in grado di stare nel massimo campionato. La reputo una scelta responsabile, che avrà ovviamente delle ripercussioni». L’autoretrocesssione del Pistoia Basket non ha lasciato indifferente Giacomo Galanda. E come avrebbe potuto? D’altronde, la medaglia d’argento con la Nazionale alle Olimpiadi di Atene 2004 ha vestito la maglia biancorossa negli anni più luminosi della storia della società di via Fermi. Società della quale l’ex Fortitudo ha fatto anche parte, prima di prendere altre strade.
«Ma mi sento un pistoiese acquisito, anche se di questa situazione parlo da persona estranea in questo momento ai fatti legati al club. La data del 15 giugno era nota da tempo, ancora prima dell’emergenza Covid-19 – ha spiegato “Gek” – E’ stata posta questa deadline per riuscire a capire quali società fossero in grado di rispettare le misure di solidità richieste. La direzione in cui la pallacanestro italiana sta andando è quella una serie A1 d’élite, con il gap dalla A2 che è decisamente aumentato rispetto a quando abbiamo vinto la finale con Brescia. Lo scenario è cambiato e non poco».
Pistoia è quindi attesa da un nuovo mondo tutto da scoprire. «Non sarà un campionato semplice sotto tanti punti di vista. Per lottare per il vertice serve investire, questo è fuori di dubbio. Le dinamiche sono ben diverse dalla A1, dato che c’è spazio per appena due americani, che diventano fondamentali nel momento in cui vengono inseriti all’interno del gruppo formato dagli italiani, con quest’ultimi che possono fare la differenza. Ad ora è complicato immaginarsi le ambizioni con le quali Pistoia si presenterà al via. Quel che è sicuro è che il punto di forza sarà rappresentato dalla coppia Carrea-Sambugaro. Sono due profondi conoscitori della categoria, quindi mi sembrano le persone più adatte per ripartire».
Ripartire sì, ma verso quali orizzonti secondo Galanda? «E’ fondamentale capire in che maniera si vorrà ricostruire. L’obiettivo – dice l’ex capitano biancorosso – è quello di voler tornare nel massimo campionato, almeno ragionando in un’ottica di più anni. C’è curiosità di scoprire quale sarà il progetto e i traguardi che la dirigenza vorrà raggiungere nel breve e nel medio termine. La piazza ha bisogno di riposte concrete in questo senso. Il passo indietro deve aiutare a riprogrammare per crescere».
A proposito di crescita: esponenziale quella di Lorenzo Saccaggi nelle ultime stagioni. Il nativo di Massa Carrara, fresco di ritorno a Pistoia, è giocatore ben diverso da quello che Galanda ha avuto come compagno di squadra. «Lorenzo conosce benissimo la realtà. In questi anni ha maturato un’esperienza importante, migliorando tanto soprattutto sotto l’aspetto della lettura del gioco. Poi dovremo vedere quali saranno le dinamiche fra lui e Gianluca Della Rosa, e la guardia americana che gli affiancheranno».



