Dopo i tanti dubbi legati al Covid, finalmente una bella notizia: il primo Pistoia Basket Project Camp si farà a partire dal 29 giugno
Avrà una durata ridotta e, a malincuore da parte degli organizzatori, numeri contenuti ma il primo Pistoia Basket Project Camp si farà. Grazie al lavoro incessante dell’Academy e dell’Hotel Pineta di Fanano che, fin dal lancio del primo camp del club pistoiese era stato individuato come “succursale” biancorossa sull’appennino modenese, il camp potrà partire lunedì 29 giugno.
Fortemente messo in dubbio dal lockdown come tutte le manifestazioni pubbliche e aggregative dell’estate, la prima edizione del camp interamente organizzato dal Pistoia Basket seguirà le regole anti Covid 19 e quindi avrà alcune limitazioni nelle attività soprattutto di gruppo. Poco per fermare l’entusiasmo dei giovani baskettari che hanno subito preso d’assalto la riapertura delle iscrizioni, limitate a 40 unità proprio per riuscire a lavorare in rispetto della normativa vigente.
“Siamo rimasti in contatto con i ragazzi e i genitori per tutto questo periodo difficile- dice Mario Breschi, tecnico del settore giovanile biancorosso e responsabile del camp- e proprio le famiglie ci hanno detto che ai bambini è mancato tantissimo il rapporto con i compagni, con gli amici. Per questo abbiamo cercato di organizzarlo comunque, tenendo presente tutto il protocollo richiesto in questo momento. E i ragazzi non appena hanno saputo che il camp si sarebbe fatto, anche se seguendo regole e restrizioni, hanno aderito subito”.
Durerà una settimana anziché due, avrà appunto 40 iscritti tutti della zona (tesserati di Pistoia Basket Academy o società limitrofe) e sarà- ancora di più che da programma- un camp tutto sport e natura. I ragazzi si sposteranno infatti a piedi dall’albergo alla palestra (come l’hotel ad uso esclusivo dei campers per tutta la settimana), dalla piscina agli spazi sportivi all’aperto immersi nel verde dell’Appennino. Insieme agli istruttori Luca Civinini, Matteo Marcello, Eduardo Perrotta, Mattia Gangale e allo stesso Breschi, i ragazzi lavoreranno a gruppi e alternandosi nelle strutture per mantenere le distanze imposte dalle regole di contenimento dell’emergenza sanitaria. Che, per ora, impediscono contatti e partitelle. Ma non mancheranno divertimento, giochi e ospiti a sorpresa.



