In questi giorni la FIP ha ufficializzato i passaggi da seguire in caso di positività di un membro del Team Squadra e i protoccoli medici dalla A1 alla Prima Divisione
SOSPETTO CASO POSITIVO ALL’INTERNO DEL TEAM SQUADRA
Al momento la FIP considera questa casistica al pari di un infortunio, quindi il giocatore (o allenatore, dirigente, massaggiatore ecc) che si sospetta possa aver contratto il Coronavirus dovrà essere messo in isolamento e tutti gli altri membri del Team Squadra dovranno effettuare un ciclo di esami per verificare ulteriori positività.
Il sospetto positivo non potrà scendere in campo fino a che non sarà dichiarato guarito attraverso due tamponi negativi come prescritto dal Servizio Sanitario Nazionale. Al momento i protocolli emessi dalla FIP non contengono indicazioni nel caso di positività di più tesserati all’interno di una stessa squadra che potrebbero mettere a repentaglio l’equità competitiva di un campionato.
PROTOCOLLI MEDICI INDICATI DALLA FIP
Nello screening precampionato, l’A2 maschile prevederebbe richieste analoghe rispetto a quelle della serie A, ossia test sierologico e doppio tampone negativo a 72 ore dal primo. Per gli extracomunitari c’è un obbligo in più per evitare la quarantena: chi sbarca in Italia dovrà aver effettuato un tampone 48 ore prima di mettersi in viaggio, altrimenti dovrà osservare 14 giorni di isolamento fiduciario.
Per B, C Gold, C Silver maschile, serie A in carrozzina e A1 e A2 femminile serviranno esame sierologico e tampone rapido; D maschile, B femminile, B in carrozzina e 3 contro 3 Open prevederebbero test sierologico rapido “Point of Care” così come Promozione e Prima Divisione Maschile, C e Promozione Femminile, 3 contro 3 under 23 e Under 18 e tutti i campionati giovanili maschili, femminili e in carrozzina più il 3 contro 3 giovanile. I positivi al tampone rapido o al test point of care dovranno effettuare gli accertamenti previsti dalle autorità sanitarie prima di rientrare nel Team Squadra.



