Con l’arancione negli occhi e nel cuore per accompagnare la Pistoiese verso i suoi cento anni di storia. A cominciare dall’esordio di oggi
Inizia la stagione del centenario per la Pistoiese. La partita di oggi al Melani sarà il primo passo di un cammino di avvicinamento al prossimo 21 aprile, giorno in cui l’olandesina soffierà le sue cento candeline. Prima di arrivare a quel momento però ci sarà un’intera stagione in cui la Pistoiese è chiamata a lasciare il segno, provando a fare il salto di qualità rispetto al recente passato. La voglia e l’impegno per provare a scendere in campo con qualche ambizione in più ci sono: lo hanno dichiarato i dirigenti arancioni, lo ha dimostrato il mercato con l’arrivo di giocatori del calibro di Cesarini, solitamente inarrivabili per le ultime squadre orange. Proprio il mercato poi chiuderà tra poco più di una settimana, ed è probabile che qualche altro colpo il direttore sportivo Dolci riuscirà a piazzarlo, così da mettere anche la classica ciliegina su questa squadra.
Nonostante tutte le incertezze legate al Covid la Pistoiese vuol essere una delle pretendenti ad un posto nei playoff del Girone A di Serie C e per farlo ha lasciato pochissimo al caso. Anzi, ha provato a tingere tutto di arancione e continuerà a farlo per il resto della stagione. In campo il colore e l’attaccamento alla piazza saranno garantiti da capitan Francesco Valiani, simbolo e cuore di questo progetto. Dello stesso sangue orange anche il mister Nicolò Frustalupi, cuore pistoiese e figlio di Mario Frustalupi, beniamino della curva nord e uno dei grandi eroi della Pistoiese che quaranta anni fa faceva capolino in Serie A. Legato a filo doppio alla città anche il giovane Pietro Tempesti, prototipo della nuova generazione arancione, simbolo di quel sogno comune a milione di ragazzi che si allenano per anni immaginando di diventare professionisti del pallone e di difendere i colori della propria città sospinti dal coro inesauribile della propria curva. Altro arancione doc sarà poi il vice di Frustalupi, Antonio Niccolai, anch’egli figlio d’arte e con Pistoia nel cuore.
Alla famiglia Ferrari, rappresentata dal presidente arancione Orazio e dal direttore generale Marco, oltre che alla Holding Arancione del presidente Andrea Bonechi, il ruolo di essere vigili garanti e prodi sostenitori del sogno sportivo di una città che vuol tornare quantomeno a lottare per qualcosa che vada oltre una tranquilla salvezza. La Pistoiese girerà anche in questa stagione mostrando fiera il petto in tutta Italia, per raccontare anche un’altra storia di amore, quella che da 26 anni unisce la squadra arancione e lo sponsor Vannucci Piante, un binomio indissolubile garantito da un imprenditore capace e appassionato come Vannino Vannucci.
Si spera che anche il tifo arancione possa tornare presto ad essere protagonista. Per adesso il Covid lo ha confinato fuori dallo stadio Melani, ma dentro c’è una curva nord che oggi più che mai attende di essere tinta nuovamente di tutte le sfumature dell’arancio. Perché il calcio e soprattutto questo calcio è della gente. E se c’è una cosa che in questi 99 anni non è mai cambiata è la passione dei tifosi per questa squadra. Un amore magari anche brontolone e polemico, ma soprattutto viscerale. Passato di generazione in generazione con una staffetta che partiva dai piedi, dalla gola e dagli occhi ma che sembra in fondo al cuore va a finire.
Tanti volti e figure unite dalla passione per la città, per il pallone e per il colore arancione: tre elementi che da 99 anni sono sintetizzati perfettamente da undici giocatori in maglia arancione disposti più o meno ordinatamente sui campi verdi del calcio italiano. Dalle istituzioni cittadine ai tifosi e fino anche ai semplici cittadini, per tutti l’invito è quello ad accompagnare l’olandesina per mano verso i suoi cento anni che festeggerà nel 2021. La data speciale, sperando che possa essere una giornata piena e condivisa da tutti, sarà il prossimo 21 aprile, ma già da oggi bisognerà iniziare a preparare quella festa. Il compito più grande, a riguardo, lo avrà la squadra che in campo avrà la missione di accendere l’entusiasmo, così da far soffiare al vento nuovamente il vessillo arancione, portandolo davvero in alto, dove merita stare.



