L’allenatore del Pistoia Basket non nasconde la propria amarezza per la situazione attuale legata allo sport in Italia
“Quello che stiamo provando a urlare è che vorremmo capire se esiste una mediazione, come quella che si è trovata per cinema, ristoranti, alberghi… se esiste un rischio calcolato che qualcuno si sente di correre per salvare questo mondo e i suoi posti di lavoro”. Quando parla, Michele Carrea non lo fa mai a caso. L’allenatore del Pistoia Basket ha affidato al suo profilo Facebook quello che è un grido d’allarme nei confronti dell’attuale situazione dello sport in Italia.
Righe che arrivano a un paio di giorni di distanza dal tran tran mediatico (peraltro non ancora esauritosi) relativo alla mancata disputa di Juventus-Napoli, con le dichiarazioni del ministro della Salute, Roberto Speranza («Parliamo troppo di calcio. Le cose importanti in questo momento però sono altre: è il lavoro degli ospedali e dei sanitari e l’attenzione alle nostre scuole») a fare da corollario a uno scenario a dir poco preoccupante, fra l’emergenza sanitaria ancora in corso, i protocolli da rispettare e la riapertura di stadi e palazzetti.
“Il tema caro al mondo dello sport, non è quello di venire prima della scuola. Nulla viene prima della scuola e questo lo consideriamo il postulato. Basta ripetere la patetica formula che lo sport non è una priorità, lo accettiamo; accettiamo di arrivare in subordine a tutto il mondo della formazione scolastica – si legge nel post di Carrea – Quello che stiamo provando a urlare è che vorremmo capire se esiste una mediazione, come quella che si è trovata per cinema, ristoranti, alberghi… se esiste un rischio calcolato che qualcuno si sente di correre per salvare questo mondo e i suoi posti di lavoro. Vorremo sapere se è concesso parlare di capienza ridotta o meno. Se si vuole trovare un protocollo credibile, una formula credibile, se è concesso sperare di avere un campionato, una stagione, un lavoro. O se invece non si può, vorremmo che qualcuno si assumesse la RESPONSABILITA’ di una risposta. Io la accetterei di buon grado, e anche se sarà contraria ai miei interessi sarà sicuramente più sopportabile di questa inaccettabile chiacchiera da bar. Non parliamo di tutelare Cristiano Ronaldo, spero sia chiaro a tutti, Tecnici, scienziati e politici”.



