Le parole di coach Michele Carrea alla vigilia del secondo appuntamento di Supercoppa di A2. Il suo Pistoia Basket attende l’Eurobasket Roma
E’ di nuovo vigilia di Supercoppa di serie A2 per la Giorgio Tesi Group Pistoia Basket, attesa dalla gara interna – sempre fra le mura del PalaTerme – con l’Atlante Eurobasket Roma, vittorioso nella prima uscita contro l’altra formazione capitolina, la Stella Azzurra. I biancorossi si presentano alla sfida – in programma per domenica 18 ottobre alle 18 – reduci dal k.o. all’esordio con Rieti, ma con finalmente nelle gambe una settimana di allenamenti con il gruppo al completo.
«Avevamo bisogno di un po’ di normalità e speriamo di mantenerla il più a lungo possibile – dice coach Michele Carrea – Adesso dobbiamo risolvere la differenza di preparazione che c’è fra i ragazzi, ma contiamo di omogeneizzarla già nel corso della prossima settimana. Sono stati sette giorni faticosi (durante i quali il Pistoia Basket ha pure affrontato in amichevole San Miniato, ndr), ma ho visto i ragazzi contenti di poter lavorare in maniera strutturata e più efficace».
Potendo contare su tutti i propri giocatori, l’allenatore ex Biella si aspetta dalla squadra un passo in avanti rispetto alla prestazione offerta con Rieti. «Voglio che ci sia un’attitudine mentale maggiore. Dobbiamo cominciare a fare la cosa giusta al momento giusto ed essere focalizzati su tutti gli elementi del gioco. Dal punto di vista difensivo, occorre che i ragazzi diventino una cosa sola. Gli avversari? Non è un momento in cui siamo nelle condizioni per guardare a chi affrontiamo con dei temi tattici, perché non siamo ancora pronti – sottolinea Carrea – Abbiamo massimo rispetto per una squadra che ha giocatori di qualità, fra i quali un rookie americano che ha fatto vedere ottime cose in queste prime uscite (Roberto Gallinat, ndr) e un altro americano come Jamal Olasewere che rappresenta una garanzia per la A2. Il roster di Roma è un mix di scommesse e giocatori più rodati, ma noi dobbiamo pensare esclusivamente al nostro percorso».
Percorso inevitabilmente influenzato anche da ciò che sta accadendo fuori dal parquet. «Marks e Sims sono coloro che stanno accusando meno la pesantezza del problema, visto che che hanno un approccio mentale diverso, venendo da un territorio dove il tema è trattato non con la stessa forza con cui facciamo in Europa. Per il resto, è impossibile che questa situazione di emergenza sanitaria non incida sul nostro lavoro quotidiano. Abbiamo già fatto sette o otto tamponi di squadra finora e appena uno ha un raffreddore scatta un determinato protocollo. Ma dobbiamo conviverci – conclude Carrea – cercando di trovare un equilibrio fra questo aspetto e l’esigenza di essere competitivi sul campo».


