La nuova ondata di Covid-19 sta portando la Legabasket a valutare l’azzeramento delle retrocessioni. Una beffa per il Pistoia Basket
La Serie A1 di Basket sta seriamente pensando di cambiare le regole in corsa annullando le retrocessioni e cambiando il format alla fine del girone d’andata. La discussione ha preso vigore in questa settimana, alimentata dai club coinvolti che ovviamente spingono verso questa soluzione, mentre la Lega Basket ha rinviato qualsiasi decisione al giro di boa di metà stagione.
Una scelta che, se diventasse realtà, sarebbe uno schiaffo al Pistoia Basket e all’onestà dei suoi dirigenti. Perché a giugno, quando è stata data la possibilità alle società della massima serie di riposizionarsi al piano di sotto, il sodalizio biancorosso è stato l’unico che dopo attenta e lunga riflessione ha deciso di fare un passo indietro. Una scelta ponderata e alla luce dei fatti fin qui accaduti anche giudiziosa, perché per il momento il basket di A1, così come quello di A2 e di B, è stato lasciato molto in balia degli eventi dalle istituzioni. La defiscalizzazione delle sponsorizzazioni, a meno di cinquanta giorni dalla fine dell’anno, manca ancora di una legge attuativa che gli dia concretezza. In più, la seconda ondata di Covid-19 con le relative chiusure e difficoltà enormi per l’economia italiana ha chiaramente dato un’ulteriore spallata ai sogni di una ripartenza economica su cui tanti club puntavano per convincere vecchi e nuovi sponsor. E poi ci sono gli incassi dal botteghino, quasi del tutto azzerati con i palazzetti chiusi al pubblico, con la Serie A1 che almeno ha potuto godere dei suoi tifosi nelle prime giornate di campionato, anche se in palazzetti in cui la capienza spesso non ha superato nemmeno il 30%.
Un disastro in parte annunciato e uno scenario che il Pistoia Basket temeva a tal punto da fare molto onestamente un passo indietro, non avendo abbastanza garanzie per sostenere i costi di una Serie A1 al tempo del Coronavirus. Altre società che come Pistoia non navigano nell’oro hanno invece scommesso su palazzetti a piena capienza, su aiuti statali e su una ripresa economica. Scommesse che, anche alla luce della situazione italiana e mondiale attuale, appaiano in gran parte perse. E che stanno facendo correre ai ripari la Serie A1, tanto da pensare di cambiare format al termine del girone d’andata e bloccare le due retrocessioni previste per questa stagione.
A queste condizioni però la Serie A1 avrebbe potuto farla anche Pistoia, che invece di fronte ad un livello altissimo di incertezze ha preferito, l’unica su diciassette, non fare il passo più lungo della gamba. Anche per rispetto dei biancorossi e della loro scelta estiva sarebbe quindi doveroso che il campionato andasse avanti senza falsare la sua competitività, abortendo quindi sul nascere l’idea di annullare le retrocessioni. Diverso il discorso di cambiare la formula, perché quella, se tutti i club sono d’accordo nello scorciare la stagione, può pure essere condivisibile, anche se chiaramente pure questa modifica ricade sull’economia dei club, considerando che giocare sette mesi invece di dieci ha costi ben differenti.
La strada per cui spingono adesso i club della massima serie è però quella di salvare ora chi in estate ha voluto più o meno dichiaratamente azzardare, confidando in dati, eventi e incassi del tutto ipotetici. Ed oggi, che quelle speranze si dimostrano palesemente infondate, invece di elogiare e in qualche modo, anche simbolico, tutelare chi onestamente ha preferito non falsare il campionato con salti nel buio, si prova a correre ai ripari con una soluzione che in estate era stata vigorosamente depennata, per quanto improponibile. Pistoia, per quanto non esente da colpe nella storia della gestione economica nel recente passato, con il riposizionamento in A2 ha dimostrato rispetto e serietà anche verso la Serie A e tutte le sue avversarie. Se però si andrà davvero a bloccare le retrocessioni e a scorciare la stagione c’è da chiedersi se davvero vale ancora la pena avere comportamenti virtuosi ed essere onesti con sé stessi e con gli altri nello sport professionistico.



