Pistoiese, il progetto non decolla e stride il silenzio della società

Un bilancio assolutamente negativo quello della Pistoiese fino a questo momento. Il mercato estivo ha deluso e adesso serve cambiare rotta

Se fino ad ora la frenesia dei turni infrasettimanali ha costretto la Pistoiese ad andare in apnea per tenere il ritmo frenetico di questo inizio di stagione in Serie C, adesso che si ritorna ad una calendarizzazione settimanale degli eventi fino a Natale è il momento di fare un’analisi più approfondita e accurata in società. Perché i risultati del campo della squadra arancione non sono buoni e servono risposte, prese di posizione e soprattutto soluzioni.

La nave orange del centenario imbarca acqua e siamo solo a metà novembre. Il pubblico sugli spalti non c’è, altrimenti si sarebbe fatto sentire ieri pomeriggio, invece di esprimere chiaramente e furiosamente il proprio disappunto solo sui social e con le lettere aperte scritte dai vari gruppi del tifo organizzato. Anche la società sta marcando visita, perché in un momento del genere doveva essere la proprietà a metterci la faccia, spiegando la situazione e chiarendo la strategia per risolvere a fine partita. Invece, anche ieri sera dopo il ko con l’Olbia, sono arrivate solo le dichiarazioni del direttore sportivo.

Almeno Giovanni Dolci ha parlato, anche se le sue argomentazioni non hanno chiarito molto, al netto del gesto ammirevole e quanto mai dovuto di metterci per primo la faccia, avendo assemblato lui la squadra. L’anno del centenario la Pistoiese ha deciso giustamente di provare a crescere, investendo -nonostante le forti critiche emerse qua e la- cifre più alte più rispetto alle ultime stagioni, nonostante il momento economico delicato per tutto il Paese.

La risposta del campo, al momento, boccia il lavoro estivo, compresa la scelta di aspettare fino a settembre e addirittura ottobre per completare la squadra, con la convinzione di poter così accaparrarsi a cifre più in linea con il budget degli arancioni elementi di maggior qualità, funzionali al progetto. Si è inoltre scelto di premiare la “pistoiesità”, con un allenatore e un vice legati alla piazza e alla città, ma anche questo dettaglio, in questo primo grande momento di difficoltà, non sta emergendo come un fattore in grado di fare la differenza.

Se si considera le gare da recuperare delle altre squadre impegnate nella parte bassa della classifica, la Pistoiese è virtualmente ultima dopo undici giornate. Si può solo migliorare, ma serve farlo sin da subito. Bisogna capire e dare una priorità ai problemi di questa squadra e risolverli. Il tutto con la spada di Damocle di un campionato che al momento, secondo quanto dichiarato dal presidente della Lega Pro Ghirelli, ha la certezza di giocare fino a fine mese, poi bisognerà fare il punto della situazione capendo se e come la Serie C potrà andare avanti.

Dunque, in queste due settimane alla Pistoiese e al suo popolo servono parole concrete, che portino con sé assunzioni di responsabilità e al tempo stesso impegni tangibili per provare a raddrizzare la situazione prima che precipiti irreparabilmente. In contemporanea, se sono possibili e si ritiene siano diventate necessarie, servono anche azioni concrete dal mercato per aggiustare quello che adesso non funziona a dovere. La forza di una società, del resto, si vede anche e maggiormente in questi momenti.

Federico Guidi
Federico Guidi
Originario di Montecatini, giornalista, dal 2005 scrive su Il Tirreno e dal 2014 anche per Pistoia Sport. Ama in maniera viscerale lo sport e le sue storie. Nel tempo libero cerca di imitare le gesta sportive dei campioni, con scarsi risultati. Tattico "ad honorem" della redazione.

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