Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Claudio Crippa, storico capitano dell’Olimpia Pistoia, in ricordo di Ernesto Sgarano
di Claudio Crippa
Apprendo con sconforto e tristezza della scomparsa di Ernesto Sgarano. Un altro pilastro storico della pallacanestro pistoiese che ci abbandona, e, purtroppo, cominciano a essere troppi. Ricordo ancora gli sguardi interrogativi di Ernesto al mio arrivo a Pistoia nell’agosto 1988. Per lui suonava quasi un’offesa che un “milanese” non certo espansivo e gioviale come me venisse a sostituire Daniele Giorgi, uno dei miti della allora Maltinti. Ebbi l’impressione (e quasi la certezza) di essermi sentito subito sotto esame come giocatore, ma che Ernesto fosse anche incuriosito di conoscermi meglio come persona.
Tra di noi si instaurò subito un rapporto di grande rispetto e reciproco feeling. Ernesto, sicuramente, era un uomo che sapeva leggere i caratteri delle persone e, a volte, usava questa sua capacità per stimolarmi e provocarmi. Infinite discussioni tra di noi riguardo il basket, la vita e la politica. In seguito il basket mi ha portato verso altri lidi e i nostri contatti si sono diradati. Mi resta il ricordo di aver sorpreso Ernesto pochi mesi fa, quando ho suonato al campanello di casa sua per onorare una mia promessa. Non dimenticherò il suo sorriso e la sua felicità nel vedermi. Mi disse… “Oh fava, non ti posso abbracciare per via del Covid, ma almeno facciamoci un selfie”. Riposa in pace amico.
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