GTG Pistoia Basket ospite dell’imbattuta Givova Scafati, per impensierirla serve un salto di qualità in primis caratteriale
PREMESSE
Non giriamoci attorno, la GTG Pistoia ha bisogno di punti. Ma forse l’urgenza più impellente in assoluto è quella di trovare una propria stabile identità competitiva. Quella consapevolezza che vincendo si solidifica più velocemente, ma senza la quale diventa quasi impossibile vincere. Un paradosso circolare, dunque, che somiglia all’interrogativo su chi sia nato prima tra l’uovo e la gallina. In realtà però, una risposta c’è. A nascere prima dev’essere lo spirito competitivo, scegliete voi se nella veste dell’uovo o della gallina. Il perché risiede nella banale constatazione per cui, senza un DNA competitivo, anche una singola vittoria arrivata casualmente non può avere continuità. Anche Michele Carrea ha sottolineato l’esigenza di fare un passo in avanti per essere più competitivi. Un auspicio da trasformare in pretesa verso sé stessi.
Questo la squadra lo dovrà introiettare il prima possibile. Anche perché oggi (palla a due ore 18) Pistoia scenderà sul campo di un’eccellenza del girone rosso, la Givova Scafati. Vedendo il bicchiere mezzo pieno, la cornice sembra scelta ad hoc per andare oltre i propri limiti. I favori del pronostico sono puntati su Scafati e Pistoia ha poco da perdere. Ma, tornando realisti, uscire dal Pala Mangano con due punti in saccoccia è sentiero assai impervio. I giallo-blu giungono all’incontro a punteggio pieno, con quattro vittorie su quattro partite. Considerando anche la Supercoppa che li ha visti trionfare, i campani non perdono da nove partite consecutive. Di sicuro, ogni buona notizia ottenuta contro questa corazzata vale il doppio.
SPUNTI SULLA GARA
Tre in tutto gli assenti all’appello: l’ex Randy Culpepper e Valerio Cucci per i padroni di casa, ancora Derrick Marks per gli ospiti. La compagine affidata alla sapiente cura di coach Alessandro Finelli, si contraddistingue per individualità superlative ma anche per un brillante sistema offensivo. Le maggiori responsabilità realizzative ricadono sull’ala forte Charles Thomas (19,8 punti di media), nella guardia Riccardo Rossato (15,8) e nel centro Lorenzo Benvenuti (15,3). A giostrare la macchina da canestri il capitano Tommaso Marino, veterano classe ’86, playmaker e assist man di culto per la categoria. Attenzione però anche all’astuzia e all’esperienza di Bernardo Musso, Luigi Sergio e di Darryl Jackson, ingaggiato a gettone per rimpiazzare la defezione di Culpepper.
Le azioni d’attacco di Scafati sono un clinique sul concetto noto oltreoceano come “pace and space”, ossia “spazio e ritmo”. Le pedine nello scacchiere del coach bolognese si muovono senza sosta e non tengono mai la palla ferma. Sfruttano l’energia infusa alla sfera trovando conclusioni con spazio sia da 2 che da 3 punti. Le caratteristiche dei singoli vengono messe al servizio della qualità collettiva, con una duttilità difficilmente leggibile. Solo una straordinaria abnegazione difensiva potrà consentire ai bianco-rossi di limitare le bocche da fuoco avversarie.
Solitamente ad entrare in quintetto nel ruolo di 3 è Bernardo Musso. Il che significa che negli accoppiamenti naturali l’italo-argentino finirebbe a marcare Carl Wheatle. Il classe ’98 di Pistoia potrebbe dunque fare leva sul vantaggio di stazza a proprio favore, attaccando Musso dal post o comunque verso il ferro. Quando invece su di lui scalerà Luigi Sergio, il nativo britannico potrà batterlo in velocità. Nella metà campo difensiva lo stesso Wheatle potrà tornare utile su Thomas, memori dei problemi manifestati da Sims nel tenere Sorokas a Chieti. L’assenza del roccioso Valerio Cucci abbassa il tonnellaggio medio dei quintetti scafatesi, uno spunto per insistere nel pitturato con Sims, Poletti e Zucca. Occhio però al contempo a non farsi schiacciare dalla small ball giallo-blu.
PROVARCI: UN DOVERE
Nell’ultimo impegno infrasettimanale, Scafati ha avuto la meglio su Latina ma ha incontrato non poche difficoltà, subendo la formazione laziale fino al 30′. Quella stessa Latina che al Palaterme aveva ceduto il passo a Pistoia, per il primo e per il momento unico successo in campionato. Sono senza dubbio calcoli commutativi che poco hanno a che vedere con lo sport. Se non altro però, emerge una sottile verità: il girone è equilibrato e Scafati è forte ma non perfetta. Un dato banale e auto-evidente, ma che può spingere la GTG Pistoia a volere di più da sé stessa, a partire proprio da stasera.


