La GTG Pistoia Basket non lascia scampo a Ravenna e conquista i primi due punti della stagione in trasferta. Ecco i fattori chiave
Per la GTG Pistoia Basket l’avvento del 2021 ha portato consiglio. Nella cornice del duplice esordio, quello di squadra nel nuovo anno solare e quello di Tre’Shaun Fletcher in maglia biancorossa, Pistoia ottiene il primo trionfo in esterna e il secondo in assoluto in campionato. A pagarne lo scotto l’OraSì Ravenna, raggiunta assieme a San Severo dalla GTG a quota 4 punti in classifica. Il successo sui romagnoli bizantini giunge al termine di un incontro disputato ad armi pari e ad alto tasso agonistico. Premiata la maggior risolutezza degli ospiti, che si affermano per 72-74. Particolarmente positiva la tenuta mentale del Pistoia Basket, che nei momenti cruciali della partita non perde determinazione e concretezza.
ATTACCO
La vitalità difensiva fornisce a Pistoia energie pronte da usare in transizione. Soprattutto nel primo quarto, quando l’intensità biancorossa la fa da padrona. Sempre nelle battute iniziali del match, la GTG trova sbocchi sulla linea di fondo. È lì che i tagli sorprendono la difesa di coach Massimo Cancellieri e che le ricezioni profonde dei lunghi danno il là a buoni sviluppi. Anche quando arrivano i raddoppi in post di Ravenna, Poletti e Sims trovano il giusto tempismo per far uscire la palla e dare corso a circolazioni fluide. Proseguono invece per tutta la gara le trivellazioni di Saccaggi (miglior attaccante dei suoi con 20 punti) ai danni della difesa ravennate.
Penetrazioni che pongono l’accento sul valore del playmaker nell’aprire spazi a beneficio proprio e dei compagni. Nella seconda frazione la carica romagnola ha successo grazie anche alla magra realizzativa che colpisce i toscani per qualche minuto. Ma stringendo le maglie difensive, Pistoia ritrova poi la via del canestro. Ammirevole la chirurgica selezione di tiri operata da Sims, che manda a bersaglio 15 punti senza mai forzare. Contrariamente all’ultimo impegno casalingo contro Cento, la formazione pistoiese tira con convinzione dalla lunga distanza: il 7/16 (44%) da tre punti parla chiaro. Le conclusioni sono elaborate con qualità, anche se qualche bomba arriva più per sentimento che per costruzione.
DIFESA
Per prendere subito il toro per le corna, coach Carrea prepara una difesa reattiva e dinamica che cambia sistematicamente su ogni blocco. Questa la chiave dell’imponente prima frazione ospite. L’attacco giallo-rosso è lavorato ai fianchi, non riesce a guadagnare vantaggi ed è costretto spesso ad accontentarsi di preghiere allo scadere dei 24 secondi. Poi però Ravenna torna sotto, grazie su tutti all’illustre ex Daniele Cinciarini (miglior marcatore della gara con 23 punti), che punisce e coglie in fallo le posizioni dei vari difensori. Nel break casalingo, Pistoia subisce svariate volte l’alto basso degli avversari, che sfruttano la stazza di Simioni e Chiumenti per finalizzare da sotto.
Avvicinandosi all’intervallo, l’inerzia poteva finire agli autori della momentanea rimonta, ma la GTG ne frena l’entusiasmo affidandosi ad un pressing con raddoppi laterali. Un assetto che induce l’Orasì ad un paio di palle perse e che restituisce vigore al Pistoia Basket. Nel piano partita, funziona perfettamente la neutralizzazione di James e Givens. Il primo francobollato da Carl Wheatle, il secondo attenzionato in post anche con raddoppi. Morale della favola, i due americani di Ravenna producono appena 10 punti in due. In generale, Carrea può ritenersi ampiamente soddisfatto. Se non fosse per le ultime due triple inventate da Cinciarini, la sua squadra avrebbe tenuto gli avversari sotto i 70 punti.
L’IMPATTO DI TRE’SHAUN FLETCHER
Sin dai guai fisici che hanno afflitto Derrick Marks, Pistoia ha avuto decisamente bisogno di un altro americano. E in una situazione di spiccata urgenza, si sarebbe potuto correre il rischio di caricare subito il nuovo innesto di responsabilità eccessive. Della serie: “evviva, è arrivato il salvatore, affidiamoci a lui”. Questo però, a giudicare da quanto visto ieri sera, non è accaduto nella maniera più assoluta. L’esterno from Wilmar (Arkansas) si è calato con equilibrio all’interno dei meccanismi di squadra. Immediatamente tra i titolari, questo era prevedibile, ma non protagonista a tutti i costi. Sette i tiri totali della sua partita, un numero che non ha manomesso le pregresse gerarchie offensive ma a cui, con 12 punti a referto, ha aggiunto valide soluzioni. Pur avendo vissuto una serata tutt’altro che infallibile al tiro, il classe 1994 si è saputo guadagnare 10 liberi di cui ne ha convertiti ben 8.
Ma la notizia più lieta che riguarda la sua prestazione risiede nella funzionalità mostrata in entrambe le fasi di gioco. D’altronde, un guardia/ala atletico di 2,02 metri fa gola a tanti. E la serata di Fletcher non ha smentito l’interesse destato dalle sue caratteristiche, che hanno convinto la società a puntare su di lui. In attacco lo statunitense si è mostrato abile sia nel giocare spalle a canestro contro difensori più bassi, sia ad innescare i compagni con passaggi da un lato all’altro. Degli 11 assist totali di Pistoia, 5 sono suoi (due esempi di canestri decisivi generati sono la tripla di Wheatle dall’angolo nel terzo quarto e quella di Saccaggi che a 2′ dal termine avvia i conti alla chiusura). Ma oltre ad aver smistato più palloni vincenti, l’ex Fortitudo guida anche il conteggio dei rimbalzi (6). Inoltre, nella metà campo difensiva sa essere altrettanto prezioso. La sua verticalità incrementa la protezione d’area di Pistoia, così come l’efficacia degli aiuti dal lato debole. Un acquisto dunque che, se il buongiorno si vede dal mattino, sembrerebbe più che azzeccato.



