Quarant’anni fa la vittoria della Pistoiese nel derby contro la Fiorentina. Andrea Agostinelli: «Quella fu una vittoria meritata»
«Mi ricordo i diecimila pistoiesi quel giorno allo stadio, tutti sullo spicchio in alto sulla tribuna» è il primo pensiero di Andrea Agostinelli ricordando quel 18 gennaio 1981. Una data che rappresenta l’apice più alto mai toccato nella storia centenaria della Pistoiese. Dopo il triplice fischio, per i supporter arancioni stipati in Maratona inizia la festa. Grazie alle reti di Rognoni e Badiani l’Olandesina espugna il Comunale di Firenze e si aggiudica il derby: «Quella fu una vittoria meritata – prosegue Agostinelli – ma più emozionante fu la gente che ci scortò festeggiando fino a Pistoia e poi tutta quella che trovammo ad aspettarci in città, al nostro ritorno».
La favola dell’Olandesina ha inizio nell’estate del 1974. Marcello Melani prende per mano l’Olandesina e promette che in cinque anni porterà la squadra in Serie A. Quella promessa divide l’ambiente arancione tra scetticismo e entusiasmo ma quella parola fu mantenuta. Melani cristallizza il suo sogno il 1 giugno 1980. La Pistoiese è in serie A. In estate c’è fermento e speranza. Come sede per il ritiro viene scelta Cutigliano: «Vieri – ricorda Agostinelli – nel ritiro di Cutigliano introdusse per la prima volta il terzo allenamento. In ritiro di solito erano due: uno alla mattina e uno al pomeriggio. Lui ci faceva fare una sorta di risveglio muscolare: mezz’ora, quaranta minuti di stretching la mattina, prima di fare colazione. A Cutigliano ci allenavamo in un campo troppo piccolo per poter lavorare, che sicuramente ci ha penalizzato. Ma è innegabile che era bello avere così tanta gente ogni giorno lì a vederci, a starci vicina durante il ritiro.Venivamo su in tanti da Pistoia a trovarci e l’entusiasmo per la Serie A era tanto già dall’estate»
L’impatto con la Serie A rispecchiò le previsioni. Solo tre punti in sette gare frutto di un pari con l’Udinese e un successo con il Brescia. Melani corre ai ripari affiancando a Vieri, un tecnico esperto come Edomondo Fabbri e inserendo nella rosa Vito Chimenti e Roberto Badiani: «Quella era una squadra di gente esperta come Rognoni e Frustalupi – evidenzia Agostinelli – oltre che di qualità con un giocatore come Marcello Lippi». Dopo una sconfitta a testa alta contro l’Inter a San Siro, gli arancioni infilano due vittorie consecutive con Perugia e Avellino. Una striscia positiva interrotta solo dalla sconfitta a Torino contro la Juventus. Dopo i successi arrivati contro Como e Catanzaro, il derby storico al Comunale di Firenze. Poi, per gli arancioni si spenge la luce.



