Contro la Giana, Indiani sceglie di schierare la sua Pistoiese con una sorta di 3-6-1 che riporta al calcio di un tempo: eppure a centrocampo hanno la meglio gli avversari
Un po’ per necessità e un po’ probabilmente anche per paura di perdere, contro la Giana Erminio la Pistoiese è scesa in campo con uno schieramento inedito, riempiendo in centrocampo ogni oltre aspettativa.
Di fatto mister Paolo Indiani (che in conferenza ha spiegato la sua interpretazione della gara) ha optato per un duttile centrocampo a sei uomini, con due adeguamenti tattici a seconda della fase della partita. Durante la fase difensiva, quando il pallone era nella metà campo arancione, Nardini e Regoli avevano la direttiva di abbassarsi sulla linea dei difensori, così da controllare ed evitare gli inserimenti senza palla e alla spalle della difesa di Iovine e Chiarello.
Durante la transizione offensiva invece, per supportare l’unica punta Vrioni, si alzava a turno uno dei centrocampisti, spesso Picchi e Minardi, con il compito di proporsi sugli esterni per supportare la ripartenza arancione. Addirittura nel secondo tempo Minardi è stato alzato costantemente a supporto di Vrioni per dare più sostanza alla prima linea della pistoiese.
A GIOCARE SONO GLI ALTRI Lo schieramento della Pistoiese, all’opera dei fatti, ha consegnato il pallino del gioco agli avversari, che hanno espresso la loro manovra in mediana, imponendo il ritmo alla gara. Questo è accaduto soprattutto per due motivi.



