L’ala della Viking Montecatini Riccardo Romano domenica incrocerà i compagni della passata stagione trascorsa in neroverde
Sdoganiamo un vecchio tabù. Si può essere bandiere, emblemi, o rappresentanti riconoscibili di una delle due sponde cestistiche del Serravalle pur avendone attraversato la frontiera. Se a dimostrarlo non bastasse la carriera di Guido Meini, il secondo indizio a fare la prova lo si trova tra i suoi attuali compagni. Si tratta di Riccardo Romano. Termale doc e con un bagaglio pieno di esperienze toscane e non, ha trascorso la stagione 2019/2020 con la maglia di Agliana in C Gold, per poi tornare dopo diciotto anni di distanza a vestire i colori natii, quelli rossoblu. E come in quelle storie in cui il sentimento amarcord non resiste alla tentazione di intervenire nel corso degli eventi, l’ultima stagione a casa (Serie B1 2002/2003) Riccardo la giocò assieme a quello stesso Guido Meini con cui oggi condivide le chiavi dello spogliatoio della Viking Montecatini.
Viking che al momento vanta due successi su due incontri disputati nel girone B di C Gold, l’ultimo dei quali ottenuto sul campo di Valdisieve in occasione del turno infrasettimanale dello scorso mercoledì. Proprio Riccardo Romano è stato uno dei maggiori propiziatori della vittoria, con 17 punti e una miriade di quelle piccole cose che nelle pieghe di una partita spostano gli equilibri. Adesso però l’asticella si alza ulteriormente. Domenica al PalaTerme arriva Agliana, formazione che oltre a viaggiare anch’essa a punteggio pieno, gode di uno smalto notevolmente invidiabile. Si prospetta dunque un derby di fuoco, in cui la struttura concentrata della prima fase proibisce alle squadre di limitarsi ad uno studio reciproco. Da ex, Romano vivrà un derby nel derby. E a lui, che conosce entrambe le campane, chiediamo di introdurci al clima di questo prestigioso scontro al vertice.
Per il momento i risultati vi sorridono, anche se queste due gare dimostrano che ogni gara, per motivi diversi, è maledettamente difficile da potare a casa.
«Siamo una squadra nuova e con una preparazione che per forza di cose è stata breve. Finora abbiamo incrociato avversari che essendo mediamente più giovani di noi sono entrati prima in condizione. Per cui sì questo ha inciso nel crearci qualche difficoltà. E poi non dobbiamo pensare che le squadre senza nomi importanti ci facciano vincere facilmente, non è così che funziona. Sulla carta a livello tecnico se la potrebbero giocare con noi in pochi, ma in serie C chi non ha grossi mezzi tecnici è abituato a sopperire con l’aggressività e l’agonismo».
Ecco: Agliana, vostra prossima avversaria, di carenze sembra averne ben poche.
«Secondo me Agliana è la favorita per il primo posto del nostro girone, senza dubbio il più equilibrato e tosto dei tre. Loro poi hanno iniziato la preparazione prima di noi e ora sono in ottima forma fisica, oltretutto non sono ragazzini ma gente esperta che sa giocare molto bene a pallacanestro. Hanno un roster ben costruito, un bel mix di tecnica, scaltrezza e reattività fisica, lato su cui noi stiamo un po’ soffrendo. Sono guidati da un allenatore molto bravo che sa preparare le partite e si conoscono da tanti anni. Questo vuol dire tantissimo. Noi invece non abbiamo mai giocato insieme e stiamo facendo un pochino più fatica. Colgo l’occasione per ringraziare la società di Agliana, che l’anno scorso mi è stata molto vicino per quello che è successo. Non me lo dimenticherò mai. Sono tutti bravi ragazzi, infatti siamo rimasti in buonissimi rapporti».
Che derby ti aspetti?
«Domenica sarà veramente difficile. Loro vengono dalla partita contro Castelfiorentino, in cui hanno letteralmente dominato. Noi saremo anche senza Nando Marengo, che a livello difensivo e di intensità ci aiuta molto. Di conseguenza poi le rotazioni si accorciano e ne possiamo risentire un po’. Per vincere dovremo difendere meglio di come abbiamo fatto in queste due partite, Agliana è pronta a punire i nostri errori. Saranno carichi e vorranno sicuramente battere Montecatini, perché è una piazza prestigiosa e perché è un derby. È una partita decisiva, è inutile nasconderlo. Certo, come noi sappiamo di aver di fronte un’ottima squadra anche loro lo devono sapere. Sarà un bello scontro».
Per competere a 36 anni bisogna non accontentarsi. Infatti nonostante tu sia un tiratore, ti stiamo vedendo lottare con tenacia a rimbalzo. Personalmente su cosa vorresti migliorarti ancora?
«Il mio obiettivo personale è quello di entrare il prima possibile in forma a livello fisico. Avendo tempi di rodaggio più lunghi di ragazzi più giovani o più longilinei, sto lavorando per migliorarmi su quest’aspetto. Sul modo di giocare cerco di adattarmi alle esigenze della squadra. Quand’ero un po’ più giovane ero molto più esterno. Adesso mi rendo conto che ho una struttura fisica diversa e cerco di fare necessità virtù dando una mano a rimbalzo. Poi siamo in tanti con punti nelle mani, quindi a seconda del momento ci si deve anche mettere a disposizione l’uno dell’altro. Le bocche da fuoco non mancano mentre tra i lunghi siamo un po’ più contati, quindi cerco il più possibile di dare un contributo dove serve».



