«Sappiamo che i risultati non sono quelli che i tifosi si aspettavano ma chiedo loro di starci vicini» così l’esterno sinistro della Pistoiese, Matthias Solerio
La Pistoiese prosegue gli allenamenti per prepararsi al match del Porta Elisa contro la Lucchese che si giocherà domenica 21 marzo (ore 20.30). Dopo il rinvio della gara di sabato contro l’Olbia e di quello previsto per mercoledì contro la Juve U23, gli arancioni torneranno in campo nella delicata sfida contro i rossoneri di mister Lopez. Per Stefano Sottili, subentrato a Giancarlo Riolfo la scorsa settimana, sarà un compito arduo già a partire dal derby toscano contro la Lucchese. La truppa guidata dal tecnico di Figline Valdano dovrà iniziare a macinare punti fin da subito, perché il tempo stringe e ci vorrebbe un impatto importante per cercare quantomeno di limitari i danni di una stagione deludente.
E’ il pensiero anche di Matthias Solerio che nella video conferenza infrasettimanale ha sottolineato le difficoltà che sta attraversando la Pistoiese ma anche la fiducia per superarle: «Stiamo vivendo una situazione particolare – ha commentato il numero 13 arancione -. Ci siamo ritrovati anche con questo virus che ci ha un attimo bloccati nel mezzo della stagione in un momento delicato. Momento che stiamo cercando di affrontare in maniera più serena possibile. Con l’unione e la forza del gruppo possiamo uscire da questa situazione difficile e ci sono tutte le possibilità per farlo».
«Che cosa è mancato? Quella brillantezza e quel qualcosa in più per far vedere veramente di che pasta è fatta la Pistoiese – ha proseguito Solerio -. Sappiamo che i risultati non sono quelli che i tifosi si aspettavano, sopratutto in un anno così importante come quello del Centenario, però chiedo loro di starci vicino perchè abbiamo bisogno di tutti. Noi cercheremo e faremo il massimo per uscirne».
Solerio si è pienamente ristabilito dall’infortunio che lo ha tenuto fuori per oltre un mese: «E’ stato un periodo molto difficile anche a livello personale – ha proseguito Solerio -. Qualsiasi giocatore tiene a giocare e a aiutare la propria squadra, quindi è stata una vera e propria sofferenza. Ovviamente per quello che potevo fare ho cercato di dare una mano ai miei compagni anche da fuori, con dei consigli e incitando la squadra, era l’unico modo per stare vicino a loro».



