Giornata Mondiale del Libro: l’emozione di scrivere un manoscritto

Per la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore chiediamo a due nostri autori cosa si prova a scrivere una propria opera

Il 23 aprile è a tutti gli effetti il Natale di lettori e scrittori. La data di oggi è infatti la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore, istituita per ricordare e celebrare la bellezza e l’importanza dei manoscritti, rimaste intatte anche nell’era dei social e degli smartphone.

IL FASCINO SENZA TEMPO DEL LIBRO

Il libro d’altronde, in quest’epoca d’informazione mordi e fuggi, resta ancora la miglior fonte di approfondimento ed immersione: non è un caso che anche una lettura di svago, che sia un romanzo o un fumetto, rapisca la mente come quasi nulla al mondo. Un’immersione totale che vale anche per la cultura sportiva, la quale di anno in anno sta aumentando, sia nella quantità che nella qualità, il proprio peso nel suo scaffale nelle biblioteche e librerie. Perciò, per meglio presentare questa crescita, dopo le cinque letture sportive che avevamo consigliato lo scorso anno, abbiamo deciso di dare spazio all’altro ruolo fondamentale in letteratura: lo scrittore.

Per Pistoia Sport il compito non è stato per nulla difficile, poiché due nostri autori hanno da poco realizzato due bellissimi ed interessanti manoscritti. A loro abbiamo chiesto di descrivere l’esperienza di progettare e scrivere un’opera e le sensazioni seguenti nel vederla finalmente in una copia fisica. Inizieremo con Giacomo “Jack” Carobbi, che spinto dalla sua curiosità di conoscere le origini del calcio a Pistoia ha scritto “Pistoia Football Club. Le Origini, Il Calcio Dei Liberi, L’U.S. Pistoiese” edito da Il Metato.

Proseguiremo poi con Edoardo Gori, che giusto poche settimane fa ha pubblicato il suo primo libro “Campi di gioco e di battaglia: l’Argentina e la Jugoslavia tra gioie e tragedie” edito da Geo Edizioni. Capire con quali obiettivi si avvii il progetto di un libro, quali difficoltà si superino e quali soddisfazioni ci siano è senza dubbio un bellissimo modo per celebrare una ricorrenza importante come questa.

LO SPORT DEI PIONIERI

Nel mio caso, l’esperienza editoriale di “Pistoia Football Club” (la seconda in ordine di tempo, e spero non l’ultima) è il risultato di una ricerca nata quasi per caso e sviluppatasi in un crescendo affascinante di notizie e resoconti sportivi provenienti da un periodo ben definito e per niente facile da esplorare. Forse è proprio in questo, nella difficoltà di reperire informazioni dettagliate e nella conseguente necessità di dover mettere insieme più fonti per riallacciare i fili di una storia, che chi come me si dedica a questo tipo di ricerche trova la spinta per andare avanti.

È così che lo sport dei pionieri, con le sue spesso strampalate cronache giornalistiche, le foto sbiadite e le rare informazioni che si possono ricavare soltanto in archivi, biblioteche o nelle case di collezionisti, è diventato per me un mondo di riferimento nel quale vivere quasi una vita parallela alla costante ricerca del “tassello mancante”. Ritengo fondamentale riuscire a trasmettere anche il contesto nel quale gli eventi si svolgono, lo “zeitgeist” dei protagonisti e del mondo in cui si muovono.

Le ragioni per cui, nel 2021, ancora qualcuno decida di affidare il frutto delle proprie fatiche alle pagine di un libro anziché a un blog a un qualsiasi altro mezzo digitale, sono tante e tutte intuibili. Scegliendone una, sicuramente la più stimolante è la possibilità di condividere con il lettore un momento di “intimità a distanza”, incurante dei numeri ma rassicurato dalla qualità dell’interlocutore. Un’affinità impossibile da stabilire attraverso i media digitali, ormai indispensabili nella vita di tutti i giorni ma per loro natura nemici di quella lentezza alla quale ognuno di noi, in certi momenti, dovrebbe poter concedersi il lusso di abbandonarsi. A questo proposito trovo sempre valida, e facilmente adattabile all’assordante invadenza dei social, la celebre dichiarazione del grande Groucho Marx: «Trovo la televisione molto educativa: appena qualcuno l’accende vado in un altra stanza a leggere un libro».

Libro - Pistoia Football Club
La copertina di Pistoia Football Club

DUE STORIE A CONFRONTO

Il mio manoscritto è una rivisitazione ed aggiornamento della mia tesi di laurea. Quando mi approcciai a realizzare il tanto sospirato lavoro finale nel mio percorso universitario avevo chiaro solo un obiettivo: raccontare una o più vicende storiche in cui lo sport fosse stato un vero e proprio veicolo. Perciò raccolsi diversi spunti e chiesi un consiglio al mio relatore, che per fortuna m’indirizzò verso il collegamento che ritenevo più interessante: l’Argentina e la Jugoslavia ad Italia ‘90.

Raccontare il dualismo fra due nazionali contrapposte nel proprio destino era uno scenario che mi motivava moltissimo. Da una parte c’era la squadra di un paese che aveva vissuto un periodo oscuro con la partecipazione del calcio (il Mundial del 1978) e che poi, grazie allo stesso pallone, aveva per un po’ dimenticato la tragedia delle Malvine (Messico ’86). Dall’altra c’era la nazionale del paese più diviso d’Europa, che proprio col calcio ed in seguito col basket (col Mondiale che sarebbe scattato il mese seguente proprio in Argentina) stava cercando il miracolo di far riaffiorare il sentimento d’unione.

Questa contrapposizione fu molto avvincente da indagare, ma quando terminai il lavoro non ero soddisfatto a pieno. Infatti, avevo dovuto riassumere diversi passaggi, temendo inoltre di dare troppo spazio alle vicende sportive rispetto a quelle storiche (era un elaborato per laurearmi in scienze politiche alla fine). Perciò, dopo qualche mese mi sono chiesto: «e se provassi ad “evolverlo” in un vero e proprio libro?». Per fortuna, grazie ad una breve ricerca ed all’aiuto dello mio stesso relatore, ho conosciuto Geo Edizioni e il mio desiderio si è realizzato.

Il processo che porta a scrivere un libro è davvero complesso. Spesso si brancola nel buio e si rischia di cadere in collegamenti forzati o parti che sembrano scritte solo per allungare il brodo. Ho perso il conto di quante volte rileggevo i file Word col pensiero «adesso cancello tutto e riparto daccapo». In quella fase è importante avere la mente lucida, lasciarsi ispirare da eventi o fatti accaduti nel frattempo e soprattutto sentire la fiducia di parenti ed amici. I consigli e i loro incitamenti sono stati davvero importanti. È proprio vero che non si scrive un libro solo per se stessi, perché altrimenti che gusto ci sarebbe?

Vedere un’opera col proprio nome in copertina è una bella sensazione: è il finale concreto di un percorso astratto che quasi mai è dritto come un rettilineo, tutt’altro. Aver fatto tutto ciò è davvero splendido, anche se spero con tutto il cuore di non avere già finito qui. Di spunti ed idee ne ho ancora parecchie, e l’editore non vede l’ora di mettere a frutto questi progetti. Il mio scaffale dedicato alla cultura sportiva è ancora tutto da riempire.

Libro - Campi di gioco e di battaglia
Campi di gioco e di battaglia, Geo Edizioni
Redazione PtSport
Redazione PtSport
La redazione di Pistoia Sport è composta da un manipolo di valorosi giornalisti e giornaliste che provano a raccontarvi le vicende della Pistoia sportiva e non solo con lo stesso amore con cui le nonne parlano dei nipoti dalla parrucchiera.

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