Rugby Pistoia “Gli Orsi”: la meta più importante è condividere

Zoom sul Rugby Pistoia, tornato da poco ad allenarsi. Lo stile degli Orsi, una società a tutto tondo con DNA cittadino

In un mondo di monadi sempre più isolate, in contatto ma non comunicanti, lo sport di squadra conserva un valore simbolico di resistenza. Tant’è vero che quando la pandemia c’ha imposto (tra le altre cose) di rimanere fuori dagli spogliatoi, ci siamo inevitabilmente accorti di quanto stare assieme ai nostri compagni incidesse sulla qualità delle nostre vite. Vivere il gruppo e nel gruppo, con le sue alchimie, la sua centrifuga di umanità. Che sia il calcetto del giovedì sera, la compagnia di spinning, una squadra di hockey, pallavolo o qualsiasi altra disciplina. Starci dentro, nel tempo e coi modi scelti, come una seconda pelle. Con spirito di aggregazione e condivisione. Poi, c’è il rugby. Uno sport in cui, scindere il singolo dal collettivo è difficile anche visivamente (la mischia ne è un esempio).

In cui qualsiasi iniziativa individuale, se non sufficientemente supportata, è destinata a fare un buco nell’acqua. «Quando sei portato a terra da un avversario, con tacchetti che ti passano a due centimetri dalla faccia, il sostegno e la protezione dei compagni sono fondamentali. Hai bisogno che qualcuno di cui ti fidi vegli su di te. Perciò la natura stessa di questo sport, duro e di contatto, richiede un’unione e un legame che vadano oltre al risultato» spiega appassionato Lorenzo Neri, presidente e seconda-terza linea del Rugby Pistoia. Sì perché “Gli Orsi”, ovvero i rappresentanti cittadini della palla ovale, non si limitano a giocare e ad allenarsi. Bensì, come nei paesini d’una volta e purtroppo in via d’estinzione, le responsabilità sono condivise ed equamente distribuite con il coinvolgimento di tutti, secondo una divisione dei compiti circolare e partecipativa.

Nel ruolo di tre quarti ad esempio troviamo il direttore sportivo Jacopo Regolini, in quello di tallonatore il responsabile social e marketing Matteo Sordi, e così via. I compiti non mancano, ma la “forza lavoro” volontaria composta dalla quarantina di atleti, tutti soci della a.s.d. e con diritto di voto in assemblea, permette di assolverli diligentemente. Tranquilli però, l’organizzazione della struttura associativa non è sinonimo di grigia austerità. Lo scopo ricreativo non è certo secondario, ed ecco che passare da scelte di budget a feste e rinfreschi diventa un attimo. Trascorrere il tempo a ridere e a prendersi per i fondelli. Chiamarsi “viverna”, “tex”,”bufalo” e chi ne ha più ne metta, perché come in ogni compagnia di amici che si rispetti senza soprannomi non c’è goliardia.

RIPRESA DEGLI ALLENAMENTI E RISULTATI AGONISTICI

Gli Orsi del Rugby Pistoia sono tornati ad allenarsi, dopo parecchi mesi di smart working. Lo hanno fatto da qualche settimana, al campo di Chiesina Montalese che loro stessi contribuiscono a tenere in ordine. Niente contatti per il momento, solo atletica e skill di base in forma individuale. L’obiettivo è quello di mantenere insieme la forma in vista della prossima stagione. A curare la parte fisica il preparatore Sary Rosa. Quella tecnica invece nelle mani del pratese classe ”82 coach Lorenzo Vannini, con un importante passato in serie B e tesserato come giocatore in quanto ancora entro il limite massimo dei 42 anni imposto dalla FIR, non si sa mai che gli torni la voglia di scendere in campo.

Al suo fianco Marco Cascarano, supporto tecnico con competenze anche da massaggiatore. Il club milita attualmente in serie C regionale, categoria vinta nella stagione 2016/2017 ma non salutata per mancanza del settore giovanile, allestito l’anno successivo. Nel palmares anche l’ultima Coppa Toscana disputata, ossia quella del 2019. A coronare ulteriormente le soddisfazioni degli Orsi, il trasferimento a partire da gennaio 2020 dell’ex compagno e capitano Mattia Evangelisti all’Union Cavalieri Prato in serie A. Adesso le vestigia di capitano, solitamente scelto a rotazione, sono indossate dalla seconda linea del ”97 Mario Luchetti, proveniente dal vivaio del territorio pistoiese.

Un’azione di gioco del Rugby Pistoia

PISTOIESITÀ E PROGETTI

Sulla divisa da gioco sono raffigurati gli stemmi dei quattro rioni di Pistoia: grifone, cervo bianco, drago e leon d’oro. Una dimostrazione di attaccamento alla città e dell’onore di rappresentarla. Non a caso la fondazione Giorgio Tesi Group Junior, captando le potenzialità espansive e sportivo-formative del progetto sul settore giovanile, ha iniziato a collaborare con la società a mezzo sponsor. Anche nei periodi di chiusura per Covid gli Orsi non sono rimasti senza idee, allestendo un programma di meeting online di svago per bambini e ragazzi. Non è tuttavia tutto oro quel che luccica. Spesso il rugby è considerato sport di seconda mano e trovare spazi e considerazione non è affar semplice. «Negli anni passati abbiamo dovuto lottare per sopravvivere. Il nostro più grande merito è che non abbiamo mai mollato» riconosce Neri.

«Quand’ero ragazzino io a Pistoia non era possibile giocare a Rugby. Ho potuto cominciare solo a 20 anni. Voglio che i ragazzi di Pistoia e dintorni abbiano la possibilità di scegliere questo sport, trovando ambienti e strutture accoglienti per loro e le loro famiglie. Questa è la meta condivisa che ci unisce» chiosa orgoglioso il presidente. Tra le esperienze più autentiche, un posto speciale è poi occupato dall’amichevole al carcere “Le Sughere” di Livorno con le Pecore Nere. Un incontro impattante come un placcaggio deciso. Ma finito con un terzo tempo organizzato dalla squadra over 40, entusiasta della compagnia. Come sempre, dalla lotta alla compagnia, dalle botte al brindisi cumulativo. Se non si fosse capito infatti, tutto quello scontrarsi, afferrarsi e buttarsi giù, non è che voglia di mescolarsi e stare insieme.

Lorenzo Carducci
Lorenzo Carducci
Cresciuto a pane e basket a Montecatini. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università di Pisa, coltiva la passione per lo sport e per il sociale. Si ostina a fare il playmaker amatoriale. Da tifoso dell'Inter, è abituato a gioire una volta ogni dieci anni, quando va bene.

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